I consigli di chi ci vive: Madrid

È divertente fare il “turista” in una città sconosciuta, passeggiando stupiti per le vie del centro a naso in su e bocca aperta. Ma è ancora più emozionante poter vivere la propria vacanza come un abitante del posto, conoscendo quel localino o quell’angolo nascosto che solo chi vive lì conosce e apprezza. Ecco perché Marco Polo è attentissimo ai “consigli di chi ci vive”: sul nostro blog particon.marcopolo.it daremo voce a quegli amici che sanno vivere la loro città e ce la faremo raccontare in esclusiva!

Cominciamo da Daniela, traduttrice che dal nord est è volata fino a Madrid per organizzare e promuovere eventi. Tra una visita al Prado e uno spettacolo di danza contemporanea trova sempre tempo per una serata in compagnia degli amici, di una buona caña e un pincho de tortilla…

Daniela Scarabino

Raccontaci in poche parole chi sei e perché sei a Madrid!

¡Hola! Mi chiamo Daniela, ho 30 anni e lavoro nella produzione di spettacoli teatrali. Sono arrivata a Madrid nel 2008 per svolgere un tirocinio in un’agenzia di distribuzione di spettacoli teatrali. La crisi era alle porte… ma in quel momento c’era ancora molta attività. Mi hanno assunto dopo lo stage, poi ho conosciuto uno spagnolo e… ¡aquí estoy! :)

Il primo posto dove porti chi ti viene a trovare?
Plaza de Oriente: quattro piccioni con una fava, ovvero Palazzo Reale, Teatro Real, Cattedrale dell’Almudena e Giardini Sabatini. Da lì prendo la Calle Mayor e vado a Plaza Mayor e poi a Puerta del Sol.

Il locale caratteristico dove mangiare tipico (e cosa si mangia!)?
Tutti quelli della Latina… Le regole per essere un perfetto spagnolo: entri nel posto più affollato, gridi al barista “4 cañas y 1 de croquetas”, afferri la tua birretta e il piattino di crocchette, fai equilibrismo in piedi con in una mano il piatto e nell’altra il bicchiere, ti finisci la birretta e ne chiedi un’altra, poi ne chiedi un’altra ancora, a quel punto vai di “pincho de tortilla”, un’altra birra, etc… Mangiare tipico: crocchette con prosciutto, tortilla con patate, “huevos rotos con jamón” (patate fritte tagliate a rondelle sottili con un uovo strapazzato sopra, il tutto cosparso di pezzettini di prosciutto crudo, rigorosamente da mescolare prima di mangiare).

L’attività originale/preferita dagli autoctoni?
Senza dubbio “ir de cañas”: andare per bar con gli amici a prendersi una birra. O “ir de copas”, che è uscire con gli amici e andare in qualche posto a prendersi un gin tonic, la moda del momento qui a Madrid. In generale l’atmosfera è molto sociale: stare insieme, uscire e passare la serata “spiluccando” le famosissime tapas.

Il Reina Sofia, foto © Wolfgang Jung

Il consiglio low budget?
Il Prado dopo le 17 è gratuito (la domenica dopo le 18) e al Reina Sofia (dove c’è Guernica) il sabato si può entrare liberamente dopo le 14. Se poi cercate offerte per spettacoli teatrali (Gran Via è la Broadway di Madrid, con i teatri più grandi e i musical più famosi), è sempre meglio guardare su internet in siti come Letsbonus, Groupalia, Myentrada, Atrapalo (raccomandato anche per offerte locali in ristoranti e hotel), etc… Potete anche mangiare alla “Taquilla Último Minuto” in piazza del Carmen. In generale Malasaña è il quartiere più alternativo, cuore della famosa Movida Madrileña e forse un po’ più economico. Il quartiere di Salamanca invece è decisamente il più upper class…

Dove passare una serata alternativa?
Ovviamente a teatro :) E poi in una delle sale di musica dal vivo: Sol, Galileo, Heineken, Riviera…

Tempio di Debod, foto © Dalbera

La “perla” poco nota della città?
Anche se compare in tutte le guide, non tutti vanno al tempio di Debod. È un posto tranquillo, romantico, perfetto per riposare, per passeggiare e per fare delle foto stupende con il Palazzo Reale come sfondo. Anche entrare nella stazione di Atocha è curioso, e non credo sia noto ai turisti che arrivano a Madrid in aereo. Pochi conoscono anche l’ultimo piano del Caixaforum, un bar con una vista molto particolare!

 

 

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