Chi ci vive: le Langhe

Patrimonio dell’UNESCO da pochi mesi, le Langhe danno il meglio di sé in questo periodo: dal buon clima ai panorami autunnali, ogni scorcio acquista nuove suggestioni. Francesca scrive sul blog Langhuorino dove racconta le storie di chi lavora e vive in questi splendidi luoghi, fornendo nel contempo spunti per piccoli viaggi o brevi soste golose. Ecco l’intervista da insider che le abbiamo fatto: quanti spunti!

Francesca di Langhuorino

Raccontaci in poche parole chi sei!
Sono Francesca, ho 37 anni e sono mamma di Stefano, 4 anni. Mi occupo da tre anni, per un ente pubblico, di promuovere le eccellenze del territorio torinese, in particolare quelle agroalimentari. Con Alessandro, mio compagno di scorribande e di vita, condivido la passione per Torino e un grandissimo amore per il territorio delle Langhe, Roero e Monferrato.

Il primo posto dove porti chi ti viene a trovare nelle Langhe?
Sicuramente ad Alba, la “capitale” delle Langhe. Si comincia dal centro storico, un trionfo del Medioevo (la Torre Artesiana, la Loggia dei Mercanti, il Palazzo Comunale, la Cattedrale di San Lorenzo). Poi giù per Via Vittorio Emanuele, detta Via Maestra, alla scoperta delle migliori botteghe o dell’imperdibile mercato del sabato mattina. Nei giorni in cui il vento soffia da nord, le vie sono avvolte dal profumo di cioccolato e nocciole tostate: lungo il fiume Tanaro ci sono gli stabilimenti Ferrero, dove ogni giorno si producono 550.000 vasetti di Nutella®!
In piazza San Paolo, il Salotto del Turista è una piccola miniera di informazioni sull’offerta del territorio.

Da Gemma a Roddino

Il locale caratteristico dove mangiare tipico (e cosa si mangia!)?
Da Gemma
a Roddino, dove un menù fisso presenta il meglio della tradizione langarola: i tajarin (pasta fresca all’uovo con sugo di arrosto, o semplicemente burro fuso, parmigiano e – quando il periodo e il portafoglio lo permettono – tartufo bianco d’Alba), gli agnolotti del plin (di taglia piccolissima, prendono il nome dal tipico pizzicotto necessario per chiuderli), la carne all’albese (un carpaccio di vitello), il vitello tonnato, il brasato al Barolo, la torta alle nocciole Piemonte IGP, le paste di meliga (biscotti con farina di mais), il bunet (budino di antica tradizione, il cui nome deriva da bonèt, in piemontese cappello o berretto, dalla forma dello stampo in cui veniva cotto). Spendendo un pochino di più, altra tappa imperdibile è la Trattoria della Posta di Monforte d’Alba, dove, oltre ai piatti tipici langaroli cucinati alla perfezione, si possono gustare di formaggi (Castelmagno, Robiole di Roccaverano e di Murazzano) e vini del territorio (tra i più famosi: Barbera, Nebbiolo, Barolo, Barbaresco, Dolcetto, Moscato), godendo di una vista incredibile sui vigneti.

L’attività preferita dagli abitanti delle Langhe?
In queste zone i ritmi, ancora contadini, sono totalmente dedicati al lavoro durante la settimana e al riposo (o alla festa) la domenica; ogni mese l’Ente Turismo Alba Bra Langhe pubblica sul suo sito l’elenco completo degli eventi del territorio. Durante la settimana, le uniche “distrazioni” possono essere una partita di pallapugno (che qui tutti chiamano “balùn”) o un bicchiere di vino in compagnia degli amici; tra le enoteche consiglio L’Aromatario a Neive, La Vite Turchese a Barolo, Le Case della Saracca a Monforte d’Alba.

Il consiglio low budget?
Non è semplice dare un solo consiglio, tanti possono essere gli spunti per una visita a luoghi meravigliosi senza spendere una fortuna. Una visita alla Tenuta Fontanafredda di Serralunga d’Alba: si possono visitare le cantine storiche, fare una passeggiata nel Bosco dei Pensieri, concedersi un aperitivo o uno spuntino all’interno della Fondazione Mirafiore. Oppure prenotare una visita presso il quartier generale della famiglia Ceretto, la Tenuta Monsordo Bernardina di Alba: al costo di dieci euro si potrà visitare la cantina storica e degustare i vini dell’azienda vitivinicola all’interno dell’avveniristico “Acino”, una struttura architettonica (totalmente trasparente e realizzata con materiale innovativo) sospesa tra le vigne.

Dove passare una serata alternativa?
A Piozzo, nel brewpub dove è nata la birra Baladin (letteralmente “cantastorie”, dal francese) di Teo Musso, importante produttore italiano di birre di qualità: buon cibo, birre italiane e internazionali, ottima musica e simpatia del personale. Imperdibile, per gli appassionati di questo mondo, l’opportunità – la domenica mattina e previa prenotazione sul sito internet – di visitare gratuitamente i luoghi che hanno creato la storia del birrificio.

Panorama langarolo

La “perla” poco nota?
I meravigliosi percorsi suggeriti dal progetto Strada Romantica delle Langhe e del Roero. Ogni tappa (11 in tutto, da percorrere in macchina e in alcune tratti a piedi) è allestita con un “albero parlante”, scenografiche quinte che raccontano segreti e storie del territorio, e una “panchina romantica” dove sedersi. Il mio preferito, non semplice da raggiungere, è il punto tappa 7 (da Benevello a Sinio), dove in un solo colpo d’occhio è possibile cogliere gli abitati dei paesi più belli di Langa, i castelli e le fortificazioni nei vigneti.

 

 

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Viaggiare in bassa stagione (parte seconda)

Dopo la prima parte dell’articolo sui viaggi in bassa stagione, dedichiamoci a tre destinazioni perfette per questo periodo. Prendiamo per esempio tre isole del Mediterraneo molto amate in estate, da non sottovalutare a settembre e fantastiche anche a ottobre: Sicilia, Sardegna e Malta, dove il clima continua a essere decisamente estivo, la distanza non influenza troppo l’organizzazione del viaggio e iniziano le feste per la vendemmia e in onore dei santi patroni.

Sardegna

Nuraghe, simboli della Sardegna

La Sardegna può rivelarsi una meta piuttosto costosa, ma passato agosto diventa una destinazione alla portata di tutti poiché le strutture ricettive abbassano molto le tariffe. Inoltre, i voli continuano a essere abbastanza regolari e si riscopre l’utilità del last minute. Senza dimenticare che uno degli eventi di maggior interesse inizia il 5 settembre e si prolunga fino a dicembre: è l’Autunno in Barbagia, un itinerario tra i paesi dell’entroterra alla scoperta di sapori autentici e mestieri antichi. Noleggiate un’auto e mettetevi in marcia!

Sicilia

Il Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo

A settembre le temperature non scendono sotto i 20°C e le probabilità di pioggia sono di 3 giorni su 30: benvenuti in Sicilia! Una garanzia di bel tempo, di temperature ottime anche per i bambini e che permettono molte più attività rispetto al caldo torrido dell’alta stagione. Uno dei nostri eventi preferiti cade proprio a settembre: è il Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo, una gara gastronomica tra cuochi provenienti da tutto il mondo incentrata sul piatto tipico trapanese.

Malta

Un luzzu, imbarcazione tipica di Malta

Infine, per completare il terzetto mediterraneo, proponiamo Malta. È una destinazione che si distingue nella sua forte identità, nata dall’unione di tante culture diverse, un’isola così vicina e lontana allo stesso tempo, e soprattutto con un clima mite durante tutto l’autunno. Il turismo è un’importante fonte di reddito e l’isola è sempre pronta ad accogliere i visitatori. Terminato il periodo delle vacanze studio, troverete un’atmosfera più rilassata. I pacchetti sono creati su misura in base alle rispettive esigenze, i voli continuano a essere abbastanza regolari, le spiagge sono a vostra completa disposizione e il pesce fresco è sempre ottimo! Per i più romantici c’è anche la Notte Bianca a La Valletta.

E inoltre?

Se avete a disposizione per le ferie solo agosto, non disperate: da qualche parte, nel mondo, l’alta stagione coincide con altri periodi dell’anno! Ad esempio: in Africa centrale ottobre-febbraio, in Africa orientale gennaio-febbraio, in Africa settentrionale marzo-maggio, in Asia dicembre-febbraio, in Australia e Nuova Zelanda dicembre-febbraio.

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Viaggiare in bassa stagione (parte prima)

Settembre è il mese dei rientri e nelle località turistiche inizia la bassa stagione, al mare come in montagna. Sembrerebbe l’occasione perfetta per chi preferisce risparmiare un po’ ed evitare la folla. Ma vale davvero la pena di partire quando l’estate è ormai al termine? Rischiamo di trovare brutto tempo e fin troppa calma? Noi rispondiamo così; e per sapere quali mete consigliamo, leggi la seconda parte dell’articolo.

1. I viaggi costano davvero di meno? Sì! È il periodo giusto per chi cerca il low budget: compagnie aeree, ferrovie, traghetti, alberghi e agenzie abbassano nettamente le tariffe per incoraggiare i viaggiatori a mettersi in moto, ed è molto più facile accaparrarsi l’offerta. Dedicate il tempo necessario alla ricerca, ad esempio su skyscanner e airbnb; tenete presente i last minute, che in autunno sono più comuni, ma date anche un’occhiata ai cosiddetti error fare: tariffe molto basse inserite sul web per sbaglio, ma valide a tutti gli effetti. Ne trovate un po’ su Pirati in viaggio e Holiday Guru.

2. Il clima non sarà già troppo autunnale? Dipende: se sognate una vacanza al mare non avete di che preoccuparvi poiché il sole continua a splendere per tutto settembre anche nelle destinazioni a portata di mano, sud Italia e isole in primis. Per gli amanti della natura l’esplosione di colori delle zone rurali e montane sarà una soddisfazione, mentre per visitare le città l’importante è essere preparati con programmi alternativi da seguire in caso di maltempo (come suggeriamo nel capitolo “E se piove?”).

3. Folla o non folla? Con la bassa stagione anche le destinazioni più gettonate si svuotano e potrete avere luoghi fantastici tutti per voi, senza contare l’assenza di file chilometriche alle biglietterie o in gelateria. In ogni caso non temete la noia poiché settembre è anche il mese in cui iniziano le feste e sagre di paese più veraci, non confezionate ad hoc per il turista di agosto.

 

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Una cena a… Dublino

È a Dublino che potete gustare una tipica cena in puro stile irlandese, come racconta la nostra guida: la tradizione culinaria locale si è trasformata da molto povera a ricchissima di ingredienti di prima qualità – ostriche, gamberi e pesce fresco dai mari; carne di manzo e agnello dalle praterie. Per assaggiare qualcosa di caratteristico senza spendere troppo provate a orientarvi verso un pre theatre dinner: arrivando al ristorante intorno alle 18 si può ordinare una cena di tre portate a prezzo ribassato, a patto di lasciare il tavolo entro le 20. In alternativa, un buon vecchio irish pub è sempre ben fornito di colcannon, bangers & mash o irish stew. Senza contare che ogni pasto è ben innaffiato di stout, birra scura Guinness o Murphy’s, e accompagnato con pane, burro salato o scones (panini dolci o salati).

Cena irlandese: per cominciare

Assortimento di zuppe irlandesi

La varietà gastronomica si manifesta già dagli antipasti. Troverete spesso zuppe, a partire dalla classica di pesce Irish seefood chowder, ma anche black pudding (salsiccia di sanguinaccio), Galway oyster (ostriche di Galway), carne e pesce affumicati, prosciutto al forno e buttered eggs (uova conservate nel burro).

Primo piatto a Dublino

Per rispecchiare i sapori più autentici, come main dish ordinate i piatti tradizionali: il boxty, a base di patate, farina, lievito e burro fuso, o la fish pie, tortina ripiena di pesce e con una deliziosa crosticina di patate e burro.

Secondi irish

Mashed potato e pork sausage, direttamente dalla padella

Per proseguire al meglio non perdetevi almeno una di queste ricette: colcannon (verza, patate, latte e cipolla), bangers & mash (salsicce e purè di patate) o irish stew (stufato di agnello o montone con patate, carote e cipolle).

Dessert: cheese cake e non solo

Cheese cake ai frutti di bosco: apppetitosa!

Tuffatevi tra stupende cheese cake alla frutta e golosi brownie di cioccolato, oppure scegliete di provare qualche novità: l’Irish Chocolate Cake, con crema di liquore irlandese, o la torta alla Guinness.

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Cicloturismo: percorsi, checklist e consigli pratici per un viaggio sulle due ruote

È una forma alternativa di turismo che sta prendendo piede sempre di più anche in Italia, amata da chi preferisce le mete meno battute e ha una spiccata sensibilità ecologica, da chi ha un forte spirito di adattamento e considera la bicicletta uno stile di vita.

Una comunità in aumento

©iStockPhoto

 

Molte associazioni specializzate propongono itinerari su centinaia di piste ciclabili e la community è sempre più coinvolta nel fornire consigli e reportage di viaggio. In particolare, sul sito www.piste-ciclabili.com gli utenti sono molto attivi e ognuno può apportare il proprio contributo riguardo nuovi percorsi (divisi per regione italiane) e consigli.

Altri link utili:

http://www.bikeitalia.it/itinerari-cicloturismo-italia/

http://www.ideegreen.it/le-piste-ciclabili-piu-belle-ditalia-9710.html

http://www.bellitaliainbici.it/percorsi_ciclabili.htm

http://www.bicitalia.org/cms/it/

http://www.bikeitalia.it/2012/01/27/classifica-degli-stati-del-mondo-per-utilizzo-della-bicicletta/

http://www.compagniaeditoriale.it/

http://www.cicloturismo.com/

Esempi di itinerari per la bicicletta

©iStockPhoto

 

Tra i tragitti brevi più popolari spicca la ciclabile della Pusteria (http://www.suedtirol-it.com/valpusteria/ciclabile.html), da Rio Pusteria a San Candido (60 km) e poi a Lienz (40 km), in Austria (tempo di percorrenza 6-7 ore). È perfetta anche per bambini e principianti poiché il percorso si svolge per gran parte in lieve discesa. Per il rientro si consiglia di prendere il treno (circa 45 minuti di viaggio): un biglietto che comprende il trasporto della bici costa 13,60 euro (http://www.sancandido-lienz.com/orari-treni). Settembre è il mese perfetto per questa pedalata.

I viaggi a lunga percorrenza sono descritti su www.bicitalia.org, punto di riferimento della Federazione italiana amici della bicicletta (FIAB). La rete diventa europea (Eurovelo) oppure tematica, ci sono tutte le informazioni per pernottare lungo i ciclopercorsi, mappe e servizi. Un esempio la rotta sulla Via Romea Francigena (http://www.laviafrancigena.net/), da Londra a Roma (protagonista anche della bicistaffetta a settembre http://www.bicistaffetta.it/) e a Brindisi: 3.900 km. Sul sito www.eurovelo.com trovate le mappe interattive che segnalano anche i tratti meno agevoli.

Prepararsi al viaggio

©iStockPhoto

 

Chi parte ovviamente non deve dimenticare carta d’identità, tessera o assicurazione sanitaria, cellulare e caricabatterie, penna e taccuino, ma sono tante le domande su un viaggio in bicicletta: ecco un vademecum di base del cicloturista utile a compilare la vostra personale checklist (da aggiornare dopo ogni viaggio!).

1) La bicicletta

Verificate online qual è il mezzo più adatto per il giro che intendete affrontare (esiste anche la pedalata assistita… http://www.bicielettriche.bikeitalia.it/guida-acquisto/differenza-bici-elettriche-pedalata-assistita-ciclomotori-elettrici) e dove si trovano le aree di sosta attrezzate e i bicigrill. È fondamentale revisionare con attenzione la bicicletta prima di partire. Potete affidarvi a mani esperte o a una ciclofficina per i controlli più tecnici (regolazione del cambio, dei raggi e dei freni, sostituzione dei copertoni), mentre potete eseguire da soli la pulizia (uno sgrassatore spray va benissimo, ma smontate solo le parti che sapete rimettere a posto!) e la lubrificazione della catena.

2) I bagagli

Meglio distribuire il peso su più parti del corpo e quindi procurarsi, oltre allo zaino, una borsa anteriore o posteriore, per il manubrio e per il telaio.

3) Abbigliamento

Per evitare il disagio di repentini cambi climatici conviene acquistare abbigliamento professionale: guanti e casco da ciclista, giacca, pantaloni e scarpe impermeabili, short imbottiti e intimo tecnico, maglione in pile, calzini pesanti e leggeri, costume da bagno, asciugamano.

4) Soste

Se pensate di dormire all’aperto, dovrete portare con voi l’attrezzatura da campeggio, a partire da tenda e sacco a pelo, e procurarvi una guida ai campeggi. Portate qualche metro di spago per assicurare meglio i bagagli, ma anche per la tenda o il bucato. Vi serviranno catena e lucchetto ed eventualmente alcune fascette stringitubo per bloccare sella e ruote. Tra l’indispensabile: una torcia, un repellente per insetti, un paio di posate per il cibo da asporto, un coltellino svizzero.

Contrattempi

©iStockPhoto

 

Non bisogna dimenticare l’essenziale per le piccole riparazioni: un kit da usare in caso di foratura, pompa, camera d’aria di riserva, chiavi e cacciaviti, un levagomme e un adattatore per gonfiare le gomme con il compressore per auto. Se piove sono utili 3-4 sacchetti di plastica per coprire sella e manopole o per separare i vestiti bagnati da quelli asciutti. Per sicurezza, portate un fischietto e una lampada di segnalazione.

Salute

Portate un kit di primo soccorso con disinfettante, cerotti e garze, farmaci contro dissenteria e dolori, compresse per la disinfezione dell’acqua. Ricordate anche crema solare e occhiali scuri per proteggersi dal sole (e indossate un cappellino quando togliete il casco).

Orientamento

©iStockPhoto

 

Dopo aver deciso il percorso che intendete seguire, evidenziatelo sulla carta stradale che porterete con voi (al massimo 1:250.000 http://www.edt.it/aree/carte-stradali-marco-polo/) e, se fa parte del vostro equipaggiamento impostate il navigatore satellitare, con bussola, contagiri e orologio. Procuratevi i supporti per il navigatore e il telefonino, in modo da averli sempre sott’occhio.

Possono fare comodo gli orari di treno e autobus, visto che potreste voler portare la bici a bordo e raggiungere mete più distanti oppure evitare di ripercorrere il tragitto in senso opposto per tornare indietro. Per gli spostamenti notturni portate un paio di occhiali con lenti chiare.

 

E per finire il meteo! Pedalare sotto la pioggia può essere romantico, ma anche molto fastidioso: confidiamo in un mite clima di fine estate perché possiate sperimentare anche voi una nuova forma di turismo responsabile, divertente e salutare!

©iStockPhoto

 

 


 

 

 

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Istria: un itinerario da nord a sud

Un tragitto di 170 km, ricco di deviazioni tra mare ed entroterra, per cogliere le opportunità offerte dall’Istria e dai suoi paesi di grande personalità: un viaggio in macchina da bere tutto d’un fiato o da sorseggiare in più giorni. Da Pirano, gioiello della costa slovena, a Kamenjak, la punta a sud di Pola, attraversiamo insieme la penisola istriana a bordo di quattro o, perché no, due ruote… e non dimenticate la nostra carta stradale e la guida Istria e Croazia Costiera.

Pirano e la Slovenia

Pirano @iStockPhoto

Solo 40 km della costa istriana appartengono alla Slovenia, ma vantano tesori architettonici come Pirano (Piran) con la modaiola località balneare di Portorose (Portorož) o gli affascinanti paesaggi naturali ricchi di storia delle saline di Sečovlje. Visitate questi gioielli, prima di imboccare la R 200 verso sud, in direzione di Buie (Buje).

In Croazia: sui colli tra Grožnjan e Motovun

Dopo un breve tratto sulle E 751 girate a destra imboccando la D 21: vi accompagnerà fino a Dignano (Vodnjan) regalandovi una vista meravigliosa su declivi e gole ora verdi, ora bruciate dal sole. Non abbiate fretta e preparatevi a sostare spesso nelle piazzole panoramiche per ammirare il paesaggio. Dedicate una deviazione a Grisignana (Grožnjan), minuscolo paesino di artisti ricco di gallerie d’arte, e a Montona (Motovun), sulla cima di un ripido colle tra i vigneti: qui i tartufi dominano la cucina locale, gli intenditori apprezzeranno.

La costa: Porec, il Limski Kanal e Rovinj

Parenzo © iStockPhoto

Continuando la vostra discesa verso Pola, all’altezza di Štuti deviate verso Parenzo (Poreč) per una visita alla Basilica Eufrasiana, dai mosaici bizantini del VI secolo, e naturalmente un tuffo nella Plava Laguna. Potete proseguire verso Orsera (Vrsar): una tappa a Fontane (Funtana) per visitare il parco di sculture di Dušan Džamonja e si rientra seguendo il profilo del Limski Kanal. È un vero e proprio fiordo dove vengono allevati molluschi e ostriche: fotografatelo dal punto panoramico vicino al cimitero di Sv. Mihovil e riallacciatevi alla D 21. Prima di deviare nuovamente verso il mare, non dimenticate Rovigno (Rovinj): con la sua penisola dominata dal maestoso campanile offrirà vicoli suggestivi e un lungomare prestigioso.

Il sud: Vodnjan e Fažana, le Isole Brijun e Pula

Kamenjak, a sud di Pola © iStockPhoto

Riallacciata l’ormai nota D 21 a Bale, Dignano (Vodnjan) sarà la vostra prossima tappa. I vicoli tra case in pietra chiara e palazzetti veneziani si aprono sulla piazza assolata, dove a fine agosto si svolge la Sagra dei Bumbari: ottima esperienza enogastronomica. Poco più a ovest si affaccia sul mare Fasana (Fažana), colorato paesino di pescatori da cui partono i traghetti per le Isole Brioni (Brijun): salpate verso il Parco Nazionale, luogo prediletto da Tito, e dopo una visita all’isola maggiore tornate in paese per una cena di pesce. Vi rimane solo Pola (Pula), capoluogo dell’Istria dalle antiche vestigia romane: l’Arena è una delle più grandi e sicuramente tra le meglio conservate che potrete visitare. Fate in modo di trovarvi qui in orario per il mare: affittare le biciclette per concludere gli ultimi 15 km verso la spiaggia di Kamenjak vi farà meritare la tintarella in un luogo così magico.

 

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In viaggio con lo smartphone: come risparmiare?

In vacanza senza cellulare? Impensabile per molti di noi. Eppure navigare e telefonare all’estero può diventare molto costoso. Le nuove regole sulle tariffe di roaming hanno reso più economica la comunicazione, almeno se si resta nei confini dell’Unione Europea.

Telefonare a casa da una spiaggia sulla Costa Brava, consultare le previsioni del tempo da Alexanderplatz a Berlino: in effetti gli smartphone sono di grande utilità in vacanza, anche grazie alle molteplici applicazioni che si possono scaricare.

Abbassato il tetto massimo delle tariffe di roaming internazionale

In pratica, quasi tutti i telefoni sono dotati di una fotocamera e a tutti piace condividere gli scatti appena fatti con gli amici. Ma non rischiamo di spendere una fortuna? La buona notizia è che le tariffe di roaming internazionale continuano a diminuire e dal 1° luglio 2014 nuovi limiti massimi hanno reso più economico usare il cellulare in molti paesi europei.

Telefonate, SMS e internet in Europa

Oggi una chiamata dall’estero costa al massimo 19 centesimi al minuto (prima si arrivava a 24 centesimi), mentre per le chiamate in entrata si spendono al massimo 5 centesimi al minuto (contro i 7 di prima). Inviare un SMS può costare fino a 6 centesimi (prima ce ne volevano 8), mentre la ricezione rimane gratuita. Per navigare su internet sono conteggiati al massimo 20 centesimi a megabyte, mentre prima ce ne volevano ben 45.
Tra le novità c’è la possibilità di scegliere per il servizio-dati un operatore locale nel paese di destinazione: le opzioni sono a discrezione del gestore, ma è l’utente a decidere quale compagnia utilizzare.
I primi interventi dell’Europarlamento in merito risalgono al 2007, e oggi spendiamo 25 volte in meno per navigare e il 90% in meno per telefonate e SMS.
Ai costi indicati si deve aggiungere l’IVA e spesso lo scatto alla risposta, mentre non cambia nulla tra le condizione di chi utilizza carte prepagate e chi gli abbonamenti.

Alcune tariffe

Poiché si tratta di massimali, i costi effettivi potrebbero essere ancora più convenienti e molti gestori di telefonia mobile propongono offerte ancora migliori: i pacchetti a costo fisso spesso ottimi soprattutto per navigare in rete.
Ad esempio, se avete in programma un viaggio in una meta europea:
• Con Tim in Viaggio Pass, al costo di 10€ si ha diritto a 250 minuti (125 in entrata e 125 in uscita), 250 SMS e 500 MB alla settimana.
Vodafone Smart Passport propone una spesa di 3€ al giorno per 50 minuti (25 in entrata e 25 in uscita), 50 SMS e 500 MB.
• Tra i pacchetti Wind, All Inclusive Travel comprende 30 minuti, 30 SMS e 50 MB al giorno per 2,5€.
• Con Poste Mobile si può attivare un piano specifico, al costo di 3€, per spendere 10 cent sia per le chiamate in entrata che in uscita. La navigazione si conteggia al consumo (24,40 cent/MB).
• Altri operatori, tra cui Tre, hanno perfino eliminato i costi di roaming e mantengono invariate le tariffe per l’estero rispetto a quelle nazionali (almeno per un certo numero di destinazioni). Questa è tra l’altro la situazione che si prospetta per il futuro: il Parlamento europeo ha infatti votato per l’abolizione di tutti i costi di roaming internazionale entro dicembre 2015.

I prezzi al di fuori dell’UE

Nel caso in cui abbiate programmato le vacanze oltre i confini europei esiste la possibilità che i costi lievitino notevolmente, poiché non esistono tetti massimi definiti. Memo: comprese Svizzera e Turchia, che non fanno parte dell’Unione Europea.
In questi casi è meglio informarsi presso il proprio operatore sui prezzi che si dovranno sostenere e sulle opzioni a disposizione per tenere a bada la spesa.

La Soluzione delle Soluzioni…

Considerate che sono in aumento le compagnie che si specializzano nel servizio per i viaggiatori:

Lyca mobile

Klik mobile

Jibtel

Rebtel

Zeromobile

Altrimenti è sempre valida la Soluzione delle Soluzioni: acquistare una carta SIM locale, soprattutto al di fuori dell’Europa. Soprattutto per il traffico dati le offerte saranno particolarmente convenienti.

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Intervista con il blogger: Manuela Vitulli

Napoli, un museo che vive! Dopo averne parlato con due napoletani doc, Nicola e Rossella, ecco la versione di Manuela Vitulli, giovane viaggiatrice che si sta facendo notare con il suo organizzatissimo blog Pensieri in Viaggio. La città dalle infinite sfumature, che si fa amare e odiare contemporaneamente, non può proprio lasciare indifferente chi del viaggio vuole fare un mestiere; e infatti…

Sono io!

Raccontaci in poche parole chi sei e il tuo blog.
Mi chiamo Manuela, sono pugliese e amo scrivere, viaggiare e – da un po’ di tempo a questa parte – fotografare. Il mio blog è nato nel gennaio 2013 da un’urgenza di scrivere e condividere le mie esperienze di viaggio, le mie foto, le mie emozioni e, non in ultimo, i miei pensieri sparsi su tematiche che mi stanno a cuore.

Cosa ti ha colpito di più d Napoli, per cosa la ricorderai? Così, di getto e senza pensarci troppo!
Napoli è un palcoscenico d’arte. È poesia, colore, vita, capacità di reinventarsi continuamente. La ricorderò per la confusione per strada e per il traffico insopportabile, ma soprattutto per il tesoro e la poesia che racchiude all’interno dell’involucro duro e all’apparenza ostile.

Dici Napoli e pensi… (Foto di Manuela Vitulli)

Il locale caratteristico dove mangiare tipico (e cosa si mangia!)
Un locale dove si mangia tipico? Non posso che pensare alla pizza! Non c’è posto migliore di Napoli per provare una pizza indimenticabile. Oltre alle celebri “Sorbillo” e “da Michele”, consiglio caldamente la Pizzeria Lombardi, che dal 1892 tramanda di generazione in generazione l’arte della pizza. Il locale è caldo e accogliente e ricorda la Napoli di tanti anni fa in modo che i clienti possano assaporare l’autentica atmosfera partenopea.

Un posto particolare dove dormire (e magari economico)?
Il Pinto-Storey Hotel è un posto molto particolare per dormire e con un ottimo rapporto qualità-prezzo. Situato in una zona residenziale di Napoli, è un edificio in stile liberty da cui si può godere di uno splendido panorama.

Il consiglio low budget (meglio se gratis)?
Prendendo la funicolare dal centro storico ci si può immergere in una Napoli diversa, molto più intima e silenziosa. Al Vomero si può godere di una splendida vista sulla città. Io ci sono stata al tramonto e conservo un bellissimo ricordo.

E stai subito festeggiando! (foto di Manuela Vitulli)

Dove si può passare una serata alternativa?
Per una serata alternativa e indimenticabile la mia amica Marika mi ha consigliato la Trattoria da Nennella, un posticino casereccio nel cuore dei quartieri spagnoli di Napoli. Non la solita trattoria, ma un posto in cui il cibo tradizionale e genuino viene servito con calore, ospitalità e tanto divertimento.

Il souvenir imperdibile da portare con sé a casa?
Napoli è piena zeppa di souvenir. Basta fare un giro per la città per perdersi tra calamite, cornetti e altri oggettini folkloristici. Per me un souvenir sobrio e particolare può essere una statuina del presepe acquistata in una delle famose botteghe artigiane in via San Gregorio Armeno. Se poi la statuina vi fa pensare troppo al Natale, nelle stesse botteghe è possibile trovare dei bellissimi Pulcinella fatti a mano.

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E la mancia? (Parte 2)

È arrivato il momento di completare la risposta a una domanda abbastanza difficile per noi italiani, che non siamo così abituati a districarci tra le usanze in fatto di mance nel resto del mondo. Dopo aver affrontato i maggiori paesi europei, ecco come funzionano le cose altrove: da paesi in cui la mancia è d’obbligo a regioni dove è considerata un’offesa.

Stati Uniti e Canada
Dal momento che i dipendenti dei ristoranti spesso vivono esclusivamente di mance e solo di rado ricevono un regolare stipendio, il calcolo dovrebbe attenersi a percentuali abbastanza alte: si parte da un approssimativo 15-20% come minimo. In albergo, i facchini ricevono un dollaro per ogni bagaglio, le cameriere ai piani uno o due dollari a notte: lasciate la somma in posizione ben visibile sul cuscino.

Nord Africa
In Marocco, Tunisia ed Egitto è normale lasciare una percentuale del 10-15% soprattutto nei ristoranti, ma anche i lavoratori di altri campi e addetti a vari servizi saranno contenti di ricevere  una “baksheesh”.

Emirati Arabi Uniti
A Dubai si calcola una mancia del 10%, se il costo del servizio non è già addebitato sul conto. Tuttavia, bisogna talvolta prestare attenzione e distinguere tra arabi molto orgogliosi e personale di servizio straniero, che invece fa spesso affidamento sulle mance dei clienti.

Russia
Non esiste un’esplicita tradizione che regolarizza l’utilizzo delle mance. I ristoranti di alto livello includono spesso nel conto una tassa di servizio.

Asia
Per molti asiatici offrire un buon servizio è naturale e di conseguenza ricevere una mancia è percepito come uno sminuimento. Soprattutto in Giappone questa pratica è ritenuta addirittura un insulto. Le eccezioni sono i centri turistici più influenzati dagli standard occidentali, come la Thailandia, dove lasciare un extra di circa il 10% è ormai consuetudine. Anche le cameriere ai piani saranno felici di ricevere un piccolo riconoscimento in denaro.

America Centrale
È bene lasciare una mancia del 10% a camerieri, addetti al servizio ai piani e parcheggiatori, anche se non esiste nessun obbligo, norma o consuetudine a proposito.

Isole del Pacifico
Attenzione: le tradizioni locali proibiscono l’accettazione delle mance! Evitate quindi di mettere qualcuno in imbarazzo. L’unica eccezione è la Polinesia Francese, dove le consuetudini che regolano questa pratica sono le stesse che vigono in Francia.

Australia e Nuova Zelanda
Mentre in Australia è tutt’ora inusuale lasciare una percentuale, in Nuova Zelanda è normale premiare un buon servizio. In caso siate veramente soddisfatti, potete lasciare una somma pari al 10% del conto.

 

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E la mancia? (Parte 1)

Non è una domanda facile, poiché le abitudini cambiano molto a seconda della destinazione: per evitare gaffe nel vostro prossimo viaggio, ecco un elenco delle usanze nei maggiori paesi europei. Leggete qui la seconda parte, dedicata al resto del mondo.

Austria e Germania
È consuetudine lasciare un 5-10% del conto sia al ristorante che ai tassisti, a patto di essere soddisfatti del servizio. In albergo, i facchini ricevono un euro a bagaglio, mentre alle cameriere ai piani spetta uno o due euro al giorno, somma che potete lasciare sul comodino alla fine della vacanza.

Croazia
La cifra adeguata si aggira intorno al 10% del conto al ristorante, ma può diminuire, nel caso in cui sia già conteggiato il coperto. È considerato scortese passare il denaro direttamente allo chef, così come è impopolare richiedere conti separati. Nei bar non ci si aspetta nessuna percentuale, in taxi si arrotonda semplicemente per eccesso.

Spagna e Portogallo
Al ristorante si lascia sul tavolo il 5-10% del totale, ma che non siano monetine di rame o verrete considerati degli spilorci. Per una corsa in taxi si arrotonda ai 50 centesimi o all’euro successivo, in albergo bastano cinque euro a pernottamento.

Francia
Anche in Francia la mancia non si dà di persona ma si lascia sul tavolo, almeno il 10% di quello che si è consumato. La stessa percentuale va ai tassisti, mentre in albergo non è abitudine lasciare extra.

Grecia
Anche una percentuale minima risulterà soddisfacente. A seconda dell’esclusività del ristorante si decide se arrotondare (per esempio nelle taverne) o se lasciare una mancia del 10%. In taxi si fa semplicemente cifra tonda del dovuto.

Gran Bretagna
Nel caso non compaia nessuna service fee sulla ricevuta, non potete sbagliare con un 10% di mancia, ma anche arrotondando semplicemente il totale. Nei pub, dove in genere si ordina da sé direttamente al bancone, non è comune lasciare la mancia. In albergo, accontenterete le cameriere ai piani conteggiando una sterlina a notte mentre in taxi dovrete soltanto arrotondare la tariffa.

Belgio, Olanda e Lussemburgo
Nei ristoranti, sui taxi e negli alberghi dei paesi del Benelux la mancia è già inclusa nel prezzo. Potete lo stesso decidere di premiare ulteriormente un buon servizio, senza rischiare di essere fuori luogo. Una novità per molti viaggiatori è la piccola percentuale che si usa dare agli addetti all’assegnazione dei posti nei cinema e nei teatri.

Scandinavia
I camerieri che lavorano in Finlandia, Norvegia e Danimarca non ricevono alcun extra. La Svezia rappresenta quindi un’eccezione, poiché è abitudine lasciare circa il 10% del conto al ristorante. Nei locali finlandesi si lascia talvolta qualcosa agli addetti al guardaroba ed è usuale l’obolo ai facchini.

Turchia
Chi non dà alcuna mancia è malvisto ed è ritenuto estremamente maleducato. Al ristorante calcolate in genere il 5-10% e appoggiate la somma sul tavolo. Nella maggioranza dei casi non si accettano conti separati e la parsimonia è considerata un’indelicata virtù…

 

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