Svizzera, un tour tra le terme

Dalle Alpi sgorgano acque limpide e ricche di minerali sfruttate per le loro proprietà fin dall’epoca romana. Inoltre, la Svizzera è costellata da una moltitudine di sorgenti e impianti termali in posizioni meravigliose, sempre più apprezzate dai viaggiatori. Ecco un itinerario a tema (300 km) che attraversa il paese tra sorgenti e terme. Potete percorrerlo in auto, ma anche comodamente con i mezzi pubblici e i mitici treni svizzeri, a partire dal suggestivo trenino del passo del Bernina per St. Moritz, Samedan e Scuol.

È proprio a Scuol che si trova uno degli impianti termali più belli del paese. Dalla piscina esterna in autunno si possono vedere i monti già innevati tra le foglie dorate dei larici, il tutto immerso nella famosa luce splendente dell’Engadina, che conferisce al cielo un colore azzurro intenso.

Poi dirigetevi verso Susch, da dove si prende il passo Flüela che collega l’Engadina con la valle del fiume Landwasser, a Davos, dove vedrete il lago da cui nasce. In alternativa, con la Ferrovia retica per Landquart dalla bassa Engadina attraverso la galleria della Vereina si arriva in un attimo a Klosters, e poi a Davos.

A Lanquart fate una deviazione per Coira, capoluogo della zona, oltrepassate il centro abitato e seguite la valle del Reno da Reichenau a Ilanz, dove prenderete la vallata laterale in direzione di Vals, una delle poche località tedescofone di questa parte della Svizzera, dove si parla però anche la quarta lingua ufficiale: il retoromanzo. La cittadina è finita sulle prime pagine dei giornali proprio per via dei suoi impianti termali : sono stati progettati dal noto architetto svizzero Peter Zumthor, che li ha rivestiti con piatte lastre di quarzite di Vals, lo stesso tipo di pietra con cui sono fatti anche i tetti delle case di questa zona. Il risultato è un luogo che seduce con elegante semplicità. Fino a Ilanz si arriva con la ferrovia retica, il collegamento per Vals è gestito dagli autobus dell’Autopostale.

Per riprendere il tragitto principale dirigetevi verso Ilanz ammirando la Gola del Reno, un grandioso canyon di rara bellezza. La meta successiva è Bad Ragaz, nel mezzo dei cosiddetti Bündner Herrschaft (in romancio Signuradi), i domini dei Grigioni, una parte della valle superiore del Reno caratterizzata da un clima mite, dove si producono altrettanto delicate varietà di Grauburgunder (Pinot grigio). I treni Thurbo e l’autostrada sfrecciano dritte fin qui. Nella Gola di Tamina, a sud di Bad Ragaz, le acque curative furono scoperte nel 1242. Grazie agli alberghi e ai ristoranti di alto livello, ai campi da golf e agli aerodromi, nonché alla vasta offerta di attività turistiche sia estive che invernali, Bad Ragaz si è guadagnata la fama di oasi di relax ed eleganza.

Non può mancare una tappa al lago, poiché in Svizzera è evidente l’abbondanza delle risorse idriche anche grazie alla presenza di innumerevoli specchi d’acqua, uno più bello dell’altro. Incontrerete prima il Lago di Walenstadt, rinchiuso tra i massicci montuosi del Churfirsten e dell’Alvier; poi il più celebre Lago di Zurigo. Superata Zurigo vi imbatterete nella stazione climatica di Baden, che ha alle spalle una storia termale di 2000 anni. Le sue 19 sorgenti sono considerate le più ricche di minerali di tutta la Svizzera.

La piscina per concludere il tour in bellezza è quella termale alla glauberite di Bad Zurzach: l’acqua della sua sorgente si mantiene sempre calda a 39°C ed è stata scoperta e utilizzata soltanto a partire dagli anni ’50.

Potete ripercorrere il percorso al contrario interamente in treno, in auto oppure prendere un volo verso casa dal vicino aeroporto di Zurigo.

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Milano in 50 euro: la sfida del travel blogger

Abbiamo fatto un piccolo esperimento: per l’uscita della nuova guida Milano abbiamo sfidato una travel blogger a costruire una giornata intera spendendo solamente 50 euro. Possibile? Davvero? Mariangela Traficante ha raccolto il guanto: è riuscita così a pianificare una quindicina di ore milanesi completamente low cost.

Mariangela Traficante

Giornalista e blogger, Mariangela si occupa di viaggi e turismo con particolare interesse nei new media, web e mondo mobile. Lavora nella redazione di guidaviaggi.it, ha fondato il blog Che libro mi porto, dove scrive di viaggi ispirati dai libri, luoghi raccontati dagli scrittori, turismo culturale, e fa parte di Tbnet, la prima rete di travel blogger professionisti in Italia.
Le lasciamo la parola? Via!

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Ecco un mito che mi diverto a sfatare: che Milano è cara, se vuoi fare cose interessanti. Non è sempre vero e l’ho scoperto esplorandola seguendo la ricetta: curiosità, entusiamo e voglia di cercare. E cercando ho trovato mille modi di godermela, con l’arte, la musica e il cibo. Così ho raccolto la sfida di portarvi in giro per una giornata in città con soli 50 euro!

Da dove cominciamo? Dai mezzi pubblici: il modo più conveniente per muoversi è il ticket giornaliero Atm: 4,50 euro e abbiamo a disposizione 24 ore di bus, tram, metrò. Cercate più autonomia? Fatela sostenibile: c’è BikeMi (2,50 euro l’abbonamento giornaliero , 50 centesimi l’uso ogni mezz’ora) e se proprio non volete rinunciare alla macchina scegliete il car sharing, per esempio con Enjoy, che offre l’iscrizione gratuita (poi costa 0,25 euro al minuto più 0,10 al minuto l’eventuale sosta).

Ma intanto facciamo colazione: al Pavè di Via Casati possiamo fermarci al cappuccino e brioche o concederci l’opzione golosa con una torta, in ogni caso non spenderemo più di 5-6 euro.

In Piazza Gae Aulenti

Ora siamo pronti per… il Cimitero Monumentale! Ebbene sì, anche Milano ha il suo Père Lachaise, meno famoso forse (e anche meno gotico) ma vi si svelerà un vero museo gratuito a cielo aperto. Al Famedio il posto d’onore è per Alessandro Manzoni, ma renderete omaggio anche ai grandi delle arti e dello spettacolo, da Giorgio Gaber a Franca Rame. Si arriva in tram, ma se vi va di camminare potete raggiungerlo anche a piedi, così ne approfitterete per passare da Piazza Gae Aulenti, centro del più recente skyline di Milano. Si trova proprio accanto alla Stazione Garibaldi, e visto che siamo lì facciamo un salto dentro: il sottopassaggio che la collega a via Pepe è una galleria di murales frutto del progetto di riqualificazione EscoadIsola.

Particolari nel quartiere liberty

C’è ancora tempo prima di pranzo per tornare verso Porta Venezia per un momento di relax. Che, con il bel tempo, per me vuol dire Giardini Montanelli con un buon libro. Non l’avete con voi? Con un’iscrizione gratuita potete prenderlo in prestito nella vicina Biblioteca Venezia, una delle tante che animano i quartieri di Milano. Si trova in via Frisi 2/4, in pieno quartiere Liberty, da esplorare consultando la mappa realizzata in occasione della Milano Design Week.

Arte moderna nella GAM

Se invece vogliamo concederci una sosta artistica basta lasciare il parco e attraversare via Palestro: c’è Villa Reale, gioiello neoclassico che ospita la Galleria d’Arte Moderna, a ingresso gratuito. Se il budget lo permette, concedetevi anche il vicino Pac, Padiglione d’arte contemporanea (8 euro). Se siete in compagnia dei vostri figli potete sentirvi autorizzati a farvi meravigliare da uno dei tanti giardini segreti che Milano custodisce gelosamente: come quello all’inglese di Villa Reale, a cui gli adulti possono accedere solo se accompagnati dai bambini!

Porta Venezia è anche la zona dei ristoranti etnici e io mi fermo qui per pranzo; voglio dimostrare che è possibile combinarlo con uno dei trend (virtuosi) del momento, quello bio. Vi porto da Alhambra, gastronomia vegana dove assaporare un pranzo gustoso, accompagnato da tisana e hummus della casa, spendendo intorno ai 10 euro. Oppure, sempre in zona, mi piace fare un tuffo nella cucina mediorientale da Nun, che ha voluto rivoluzionare il kebab e lo propone in un menu componibile, vostro anche solo con 6,90 euro. 

Una fontanella milanese

Ora andiamo in centro, senza dimenticare di riciclare la vostra bottiglietta d’acqua portandola con voi: a Milano ci sono infatti 450 fontanelle, mappate sul sito fontanelle.org. Una scelta di risparmio e soprattutto di sostenibilità.

In tre fermate di metrò ci si ritrova nel salotto di Milano, Piazza Duomo. Per ammirarla dall’alto potete salire fino al terzo piano del Museo del Novecento, che naturalmente vi consiglio di visitare per non perdere le circa 400 opere del XX secolo italiano: De Chirico, Boccioni, Carrà. Senza contare che a darvi il benvenuto sarà la forte carica sociale del Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo. L’ingresso costa 5 euro ma se abbiamo un budget ridotto possiamo attendere le due ore prima della chiusura: si entrerà liberamente.

È sempre gratuito, invece, un altro indirizzo dell’arte dove vi voglio portare. Le Gallerie d’Italia in Piazza Scala: da novembre 2011 Intesa Sanpaolo ha aperto i suoi palazzi storici nel cuore della città per dare una casa pubblica alle collezioni artistiche di proprietà. Il risultato? Centinaia di opere d’arte di ’800 e ’900 da ammirare, audioguida compresa.

Trascorrerei ore per musei, ma il nostro pomeriggio è ormai finito. C’è il tempo di una passeggiata a Brera prima di portarvi a cena… da un siciliano in corso Garibaldi. Si chiama Re di Coppe & Piatti e tra le specialità dell’isola io scelgo un couscous; se ci abbino un arancino e un dolce posso permettermi di spendere intorno ai 20 euro.

A che punto siamo con il nostro budget? Secondo me abbiamo speso intorno ai 45 euro, vero? Premiamoci con qualche piccolo gioiello milanese che mi piace sostenere! Se non siete stanchi di musei ce ne sono due decisamente particolari: lo Spazio Wow, la casa del fumetto, dove le mostre costano sui 5 euro, ma in genere ce ne sono anche di gratuite; Fermo Immagine, la casa del manifesto cinematografico, con esposizioni a tema (ingresso 5 euro,).

Avete voglia di scienza? Andate a scrutare lo skyline di Milano com’era a inizio ’900 e il cielo come dovrebbe essere oggi senza inquinamento luminoso: al Planetario Ulrico Hoepli, dove le conferenze costano 5 euro.

E se volessimo concludere la serata con un po’ di musica? Al Nidaba Theatre, in zona Navigli, la musica dal vivo è al costo di una birra.

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Tre semplici regole per un viaggio sostenibile

Una definizione

Si chiama turismo responsabile ed è “attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture. Riconosce la centralità della comunità locale ospitante e il suo diritto a essere protagonista nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio. Opera favorendo la positiva interazione tra industria del turismo, comunità locali e viaggiatori”. (Definizione adottata dall’assemblea di AITR il 9 ottobre 2005 a Cervia).

Il principio fondamentale del buon turismo si basa quindi sulla riduzione degli aspetti negativi dell’impatto sociale, culturale e ambientale per salvare le destinazioni di viaggio da un modello consumistico del tipo usa e getta: per essere un buon viaggiatore è sufficiente essere attenti al mondo e alle persone che vi circondano.

Le tre regole

1. Supportate l’economia e la società locale acquistando prodotti dell’artigianato, mangiando la cucina del posto, utilizzando trasporti e strutture ricettive gestiti dalla popolazione.
È necessario essere consapevoli del proprio ruolo di consumatori, da cui deriva la qualità dell’offerta; cercate di scegliere operatori turistici, compagnie aeree e alberghi che si impegnano nei confronti delle comunità ospitanti e dell’ambiente. Ad esempio, in Sicilia conviene evitare il menu turistico perché di rado si tratta di piatti tipici preparati con ingredienti genuini secondo le ricette tradizionali, mentre a Santorini i calamari, che sono tra i cibi preferiti, provengono quasi sempre dall’Estremo Oriente: meglio informarsi prima e scegliere qualcosa di locale.
Inoltre, non fomentate le attività criminali connesse a prostituzione e droga: se notate situazioni gravi e intollerabili segnalatele al Tour Operator e informate AITR (info@aitr.org).

2. La vacanza è un momento di confronto con una cultura diversa ed è necessario essere disponibili all’adattamento agli usi e costumi locali e rispettare le regole del posto.
Rispettare le diversità culturali
significa anche informarsi sulla pratica della mancia, dell’elemosina e della contrattazione, su storia, cultura, economia, natura, religione e cucina, imparare qualche espressione in lingua, indossare un abbigliamento consono, non ostentare una ricchezza in contrasto con il tenore di vita locale. Pensate per esempio che in Svezia vige la Jantelagen: la legge per cui “tu non sei meglio degli altri” forma la mentalità svedese stabilendo la priorità dell’uguaglianza sociale. È considerato scortese persino monopolizzare la conversazione parlando ad alta voce e insistere sulla propria opinione. Invece in Austria si arrotonda sempre il costo di un caffè o di una birra fino ai 50 centesimi o all’euro (vedi qui tutto quello che dovreste sapere sulle mance). Oppure, se siete in Campania, conviene non staccare i limoni dai rami durante le passeggiate: fermatevi a chiacchierare del lavoro che comporta la cura di un agrumeto e probabilmente avrete qualche frutto in regalo.

3. Non bisogna lasciare traccia del proprio passaggio nella natura, anche evitando di acquistare oggetti prodotti con piante o animali a rischio di estinzione, seguendo i sentieri e le guide esperte nelle aree protette.
Sul web potete calcolare le emissioni di anidride carbonica emessa per il vostro viaggio di andata e ritorno, trovare gli strumenti necessari per imparare a rispettare i giusti parametri e organizzare una vacanza green, ad esempio grazie alle indicazioni dei siti: www.cityfactor.it/calcolatoreco2, www.climatecare.org, www.vacanzefaidate.com, www.aitr.org.
Fate attenzione e proteggete anche la natura del paese che visitate. A Creta non raccogliete sassi lavorati o cocci di ceramica dai siti archeologici: potreste essere perseguiti legalmente. Anche i tour in SUV attraverso il deserto distruggono la vegetazione, ad esempio quando si attraversa uno uadi, il letto secco di un fiume nei dintorni di Dubai.
Risparmiate energia
! Chiudete i rubinetti, spegnete la luce e l’aria condizionata quando non servono. E fate attenzione a non causare incendi con i mozziconi o con il tubo di scappamento dell’auto troppo caldo sull’erba secca.

Link utili

tuttogreen.it
viaggiemiraggi.org
viaggisolidali.it
planetviaggi.it
wwf.it
festivalitaca.net

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In giro con i bambini: New York City

Film di animazione, orsacchiotti personalizzati e acrobazie al trapezio: la Grande Mela realizza anche i sogni dei più piccoli. Ecco come, dove e quando.

Per chi ama gli animali

 

New York Aquarium: salutate le foche!

New York Aquarium: una gita a Coney Island per visitare l’acquario con gli squali, le foche e i pinguini è un’esperienza entusiasmante. (Orari di apertura variabili a seconda della stagione | tra 602 Surf Av. e West 8th Street | Brooklyn | ingresso adulti $19,95, bambini $15,95 | subway F, Q W 8 Street)

Bronx Zoo: molti degli oltre 4200 animali vengono tenuti in recinti all’aperto. Inoltre, lì accanto c’è il New York Botanical Garden. (Lun-ven 10-17, sab-dom 10-17.30, fine ott-fine marzo ogni giorno 10-16.30 | Bronx Park | 2300 Southern Blvd./Corona Parkway | ingresso adulti $16, bambini $12, mer offerta libera | autobus MTA BxM11, fermate sulla Madison Av. | subway 2 Express Brooklyn Pelham Parkway)

Per chi vuole sperimentare

Children’s Museum of Art: rivolto a bambini e ragazzi fino ai 15 anni che qui possono creare le loro opere d’arte. (Mer, sab, dom 12-17, gio-ven 12-18 | 103 Charlton Street | ingresso $10 | tel 1212 274 09 86 | subway 1 Houston Street)

Children’s Museum of Manhattan: tra le altre cose, c’è uno studio televisivo dove i bambini fino ai 10 anni possono essere registi o protagonisti di film e programmi TV. (Mar-dom 10-17 | 212 W 83rd Street | ingresso $11 | tel 1212 721 12 34 | subway 1 86 Street)

Discovery Room: l’American Museum of Natural History offre ai bambini dai 5 ai 12 anni uno spazio per esperimenti interattivi: collezionare minerali, cercare insetti, usare il microscopio. (Set-giu lun-ven 13.30-17.10, sab-dom 10.30-13.30, 14.45-17.10 | 79th Street | Central Park West | ingresso adulti $19, bambini $10,50 | subway B, C 81 Street)

Build a bear: qui vengono realizzati orsacchiotti di peluche personalizzati. Invece dell’orso, si può anche richiedere un pinguino, un cane o una tigre. (Tra 565 5th Av. e 46th Street | subway B, D, F, M 47-50 Street)

Museum of the Moving Image: è possibile girare video, provare i suoni, creare un libretto animato, guardare un film. (Mar-gio 10.30-17, ven 10.30-20, sab-dom 10.30-19 | 36-01 35th Av./37th Street | ingresso adulti $12, bambini $6 | ven 16-20 ingresso libero |  | subway M, R Steinway Street)

Avventure per più e meno coraggiosi

 

Governors Island, il National Monument

Funivia Roosvelt Island: si parte per Roosevelt Island ogni 15 minuti e si attraversa sospesi l’East River. (Ogni giorno 6-2.30 | ingresso 59th Street e 2nd Av. | prezzo $2,25 | subway N, R, 4-6 Lexington Av./59 Street)

Governors Island: gita fuori porta e picnic alla fortezza. L’isola è libera dal traffico e offre tanto spazio verde, concerti gratuiti e spettacoli di strada. (Mag-ott sab, dom 10-19 | traghetti gratuiti da Manhattan | subway 1 South Ferry)

Top of the Rock: la terrazza panoramica si trova a 260 metri d’altezza, al 70° piano del Rockefeller Center. Una mostra e un film aiutano a far trascorrere l’attesa. (Ogni giorno 8-24 | 30 Rockefeller Plaza | ingresso 50th Street | ingresso adulti $25, bambini fino a 12 anni $16 | tel 1212 698 20 00 | subway B, D, F, M 47-50 Street)

Scuola di trapezisti: bambini e adulti amanti dell’avventura potranno frequentare un corso per imparare gli acrobatici volteggi. (Lun-gio 10.30-22.45, ven-dom 8-22.15 | Hudson River Park, altezza Houston Street, al molo 40 | prezzo $50-60 per un corso di 2 ore con 10 allievi, $70 nel fine settimana | tel 1917 242 87 69 | subway A, C, E, 1 Canal Street)

Un dolce premio per tutti

Da Dylan's per una nota di colore… e gusto!

Dylan’s Candy Bar: due piani stracolmi di dolciumi e caramelle a perdita d’occhio! (Tra 1011 3rd Av. e 60th Street | tel 1646 735 00 78 | subway N, R, 4-6 Lexington Av./59 Street)

 

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Chi ci vive: le Langhe

Patrimonio dell’UNESCO da pochi mesi, le Langhe danno il meglio di sé in questo periodo: dal buon clima ai panorami autunnali, ogni scorcio acquista nuove suggestioni. Francesca scrive sul blog Langhuorino dove racconta le storie di chi lavora e vive in questi splendidi luoghi, fornendo nel contempo spunti per piccoli viaggi o brevi soste golose. Ecco l’intervista da insider che le abbiamo fatto: quanti spunti!

Francesca di Langhuorino

Raccontaci in poche parole chi sei!
Sono Francesca, ho 37 anni e sono mamma di Stefano, 4 anni. Mi occupo da tre anni, per un ente pubblico, di promuovere le eccellenze del territorio torinese, in particolare quelle agroalimentari. Con Alessandro, mio compagno di scorribande e di vita, condivido la passione per Torino e un grandissimo amore per il territorio delle Langhe, Roero e Monferrato.

Il primo posto dove porti chi ti viene a trovare nelle Langhe?
Sicuramente ad Alba, la “capitale” delle Langhe. Si comincia dal centro storico, un trionfo del Medioevo (la Torre Artesiana, la Loggia dei Mercanti, il Palazzo Comunale, la Cattedrale di San Lorenzo). Poi giù per Via Vittorio Emanuele, detta Via Maestra, alla scoperta delle migliori botteghe o dell’imperdibile mercato del sabato mattina. Nei giorni in cui il vento soffia da nord, le vie sono avvolte dal profumo di cioccolato e nocciole tostate: lungo il fiume Tanaro ci sono gli stabilimenti Ferrero, dove ogni giorno si producono 550.000 vasetti di Nutella®!
In piazza San Paolo, il Salotto del Turista è una piccola miniera di informazioni sull’offerta del territorio.

Da Gemma a Roddino

Il locale caratteristico dove mangiare tipico (e cosa si mangia!)?
Da Gemma
a Roddino, dove un menù fisso presenta il meglio della tradizione langarola: i tajarin (pasta fresca all’uovo con sugo di arrosto, o semplicemente burro fuso, parmigiano e – quando il periodo e il portafoglio lo permettono – tartufo bianco d’Alba), gli agnolotti del plin (di taglia piccolissima, prendono il nome dal tipico pizzicotto necessario per chiuderli), la carne all’albese (un carpaccio di vitello), il vitello tonnato, il brasato al Barolo, la torta alle nocciole Piemonte IGP, le paste di meliga (biscotti con farina di mais), il bunet (budino di antica tradizione, il cui nome deriva da bonèt, in piemontese cappello o berretto, dalla forma dello stampo in cui veniva cotto). Spendendo un pochino di più, altra tappa imperdibile è la Trattoria della Posta di Monforte d’Alba, dove, oltre ai piatti tipici langaroli cucinati alla perfezione, si possono gustare di formaggi (Castelmagno, Robiole di Roccaverano e di Murazzano) e vini del territorio (tra i più famosi: Barbera, Nebbiolo, Barolo, Barbaresco, Dolcetto, Moscato), godendo di una vista incredibile sui vigneti.

L’attività preferita dagli abitanti delle Langhe?
In queste zone i ritmi, ancora contadini, sono totalmente dedicati al lavoro durante la settimana e al riposo (o alla festa) la domenica; ogni mese l’Ente Turismo Alba Bra Langhe pubblica sul suo sito l’elenco completo degli eventi del territorio. Durante la settimana, le uniche “distrazioni” possono essere una partita di pallapugno (che qui tutti chiamano “balùn”) o un bicchiere di vino in compagnia degli amici; tra le enoteche consiglio L’Aromatario a Neive, La Vite Turchese a Barolo, Le Case della Saracca a Monforte d’Alba.

Il consiglio low budget?
Non è semplice dare un solo consiglio, tanti possono essere gli spunti per una visita a luoghi meravigliosi senza spendere una fortuna. Una visita alla Tenuta Fontanafredda di Serralunga d’Alba: si possono visitare le cantine storiche, fare una passeggiata nel Bosco dei Pensieri, concedersi un aperitivo o uno spuntino all’interno della Fondazione Mirafiore. Oppure prenotare una visita presso il quartier generale della famiglia Ceretto, la Tenuta Monsordo Bernardina di Alba: al costo di dieci euro si potrà visitare la cantina storica e degustare i vini dell’azienda vitivinicola all’interno dell’avveniristico “Acino”, una struttura architettonica (totalmente trasparente e realizzata con materiale innovativo) sospesa tra le vigne.

Dove passare una serata alternativa?
A Piozzo, nel brewpub dove è nata la birra Baladin (letteralmente “cantastorie”, dal francese) di Teo Musso, importante produttore italiano di birre di qualità: buon cibo, birre italiane e internazionali, ottima musica e simpatia del personale. Imperdibile, per gli appassionati di questo mondo, l’opportunità – la domenica mattina e previa prenotazione sul sito internet – di visitare gratuitamente i luoghi che hanno creato la storia del birrificio.

Panorama langarolo

La “perla” poco nota?
I meravigliosi percorsi suggeriti dal progetto Strada Romantica delle Langhe e del Roero. Ogni tappa (11 in tutto, da percorrere in macchina e in alcune tratti a piedi) è allestita con un “albero parlante”, scenografiche quinte che raccontano segreti e storie del territorio, e una “panchina romantica” dove sedersi. Il mio preferito, non semplice da raggiungere, è il punto tappa 7 (da Benevello a Sinio), dove in un solo colpo d’occhio è possibile cogliere gli abitati dei paesi più belli di Langa, i castelli e le fortificazioni nei vigneti.

 

 

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Viaggiare in bassa stagione (parte seconda)

Dopo la prima parte dell’articolo sui viaggi in bassa stagione, dedichiamoci a tre destinazioni perfette per questo periodo. Prendiamo per esempio tre isole del Mediterraneo molto amate in estate, da non sottovalutare a settembre e fantastiche anche a ottobre: Sicilia, Sardegna e Malta, dove il clima continua a essere decisamente estivo, la distanza non influenza troppo l’organizzazione del viaggio e iniziano le feste per la vendemmia e in onore dei santi patroni.

Sardegna

Nuraghe, simboli della Sardegna

La Sardegna può rivelarsi una meta piuttosto costosa, ma passato agosto diventa una destinazione alla portata di tutti poiché le strutture ricettive abbassano molto le tariffe. Inoltre, i voli continuano a essere abbastanza regolari e si riscopre l’utilità del last minute. Senza dimenticare che uno degli eventi di maggior interesse inizia il 5 settembre e si prolunga fino a dicembre: è l’Autunno in Barbagia, un itinerario tra i paesi dell’entroterra alla scoperta di sapori autentici e mestieri antichi. Noleggiate un’auto e mettetevi in marcia!

Sicilia

Il Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo

A settembre le temperature non scendono sotto i 20°C e le probabilità di pioggia sono di 3 giorni su 30: benvenuti in Sicilia! Una garanzia di bel tempo, di temperature ottime anche per i bambini e che permettono molte più attività rispetto al caldo torrido dell’alta stagione. Uno dei nostri eventi preferiti cade proprio a settembre: è il Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo, una gara gastronomica tra cuochi provenienti da tutto il mondo incentrata sul piatto tipico trapanese.

Malta

Un luzzu, imbarcazione tipica di Malta

Infine, per completare il terzetto mediterraneo, proponiamo Malta. È una destinazione che si distingue nella sua forte identità, nata dall’unione di tante culture diverse, un’isola così vicina e lontana allo stesso tempo, e soprattutto con un clima mite durante tutto l’autunno. Il turismo è un’importante fonte di reddito e l’isola è sempre pronta ad accogliere i visitatori. Terminato il periodo delle vacanze studio, troverete un’atmosfera più rilassata. I pacchetti sono creati su misura in base alle rispettive esigenze, i voli continuano a essere abbastanza regolari, le spiagge sono a vostra completa disposizione e il pesce fresco è sempre ottimo! Per i più romantici c’è anche la Notte Bianca a La Valletta.

E inoltre?

Se avete a disposizione per le ferie solo agosto, non disperate: da qualche parte, nel mondo, l’alta stagione coincide con altri periodi dell’anno! Ad esempio: in Africa centrale ottobre-febbraio, in Africa orientale gennaio-febbraio, in Africa settentrionale marzo-maggio, in Asia dicembre-febbraio, in Australia e Nuova Zelanda dicembre-febbraio.

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Viaggiare in bassa stagione (parte prima)

Settembre è il mese dei rientri e nelle località turistiche inizia la bassa stagione, al mare come in montagna. Sembrerebbe l’occasione perfetta per chi preferisce risparmiare un po’ ed evitare la folla. Ma vale davvero la pena di partire quando l’estate è ormai al termine? Rischiamo di trovare brutto tempo e fin troppa calma? Noi rispondiamo così; e per sapere quali mete consigliamo, leggi la seconda parte dell’articolo.

1. I viaggi costano davvero di meno? Sì! È il periodo giusto per chi cerca il low budget: compagnie aeree, ferrovie, traghetti, alberghi e agenzie abbassano nettamente le tariffe per incoraggiare i viaggiatori a mettersi in moto, ed è molto più facile accaparrarsi l’offerta. Dedicate il tempo necessario alla ricerca, ad esempio su skyscanner e airbnb; tenete presente i last minute, che in autunno sono più comuni, ma date anche un’occhiata ai cosiddetti error fare: tariffe molto basse inserite sul web per sbaglio, ma valide a tutti gli effetti. Ne trovate un po’ su Pirati in viaggio e Holiday Guru.

2. Il clima non sarà già troppo autunnale? Dipende: se sognate una vacanza al mare non avete di che preoccuparvi poiché il sole continua a splendere per tutto settembre anche nelle destinazioni a portata di mano, sud Italia e isole in primis. Per gli amanti della natura l’esplosione di colori delle zone rurali e montane sarà una soddisfazione, mentre per visitare le città l’importante è essere preparati con programmi alternativi da seguire in caso di maltempo (come suggeriamo nel capitolo “E se piove?”).

3. Folla o non folla? Con la bassa stagione anche le destinazioni più gettonate si svuotano e potrete avere luoghi fantastici tutti per voi, senza contare l’assenza di file chilometriche alle biglietterie o in gelateria. In ogni caso non temete la noia poiché settembre è anche il mese in cui iniziano le feste e sagre di paese più veraci, non confezionate ad hoc per il turista di agosto.

 

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Una cena a… Dublino

È a Dublino che potete gustare una tipica cena in puro stile irlandese, come racconta la nostra guida: la tradizione culinaria locale si è trasformata da molto povera a ricchissima di ingredienti di prima qualità – ostriche, gamberi e pesce fresco dai mari; carne di manzo e agnello dalle praterie. Per assaggiare qualcosa di caratteristico senza spendere troppo provate a orientarvi verso un pre theatre dinner: arrivando al ristorante intorno alle 18 si può ordinare una cena di tre portate a prezzo ribassato, a patto di lasciare il tavolo entro le 20. In alternativa, un buon vecchio irish pub è sempre ben fornito di colcannon, bangers & mash o irish stew. Senza contare che ogni pasto è ben innaffiato di stout, birra scura Guinness o Murphy’s, e accompagnato con pane, burro salato o scones (panini dolci o salati).

Cena irlandese: per cominciare

Assortimento di zuppe irlandesi

La varietà gastronomica si manifesta già dagli antipasti. Troverete spesso zuppe, a partire dalla classica di pesce Irish seefood chowder, ma anche black pudding (salsiccia di sanguinaccio), Galway oyster (ostriche di Galway), carne e pesce affumicati, prosciutto al forno e buttered eggs (uova conservate nel burro).

Primo piatto a Dublino

Per rispecchiare i sapori più autentici, come main dish ordinate i piatti tradizionali: il boxty, a base di patate, farina, lievito e burro fuso, o la fish pie, tortina ripiena di pesce e con una deliziosa crosticina di patate e burro.

Secondi irish

Mashed potato e pork sausage, direttamente dalla padella

Per proseguire al meglio non perdetevi almeno una di queste ricette: colcannon (verza, patate, latte e cipolla), bangers & mash (salsicce e purè di patate) o irish stew (stufato di agnello o montone con patate, carote e cipolle).

Dessert: cheese cake e non solo

Cheese cake ai frutti di bosco: apppetitosa!

Tuffatevi tra stupende cheese cake alla frutta e golosi brownie di cioccolato, oppure scegliete di provare qualche novità: l’Irish Chocolate Cake, con crema di liquore irlandese, o la torta alla Guinness.

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Cicloturismo: percorsi, checklist e consigli pratici per un viaggio sulle due ruote

È una forma alternativa di turismo che sta prendendo piede sempre di più anche in Italia, amata da chi preferisce le mete meno battute e ha una spiccata sensibilità ecologica, da chi ha un forte spirito di adattamento e considera la bicicletta uno stile di vita.

Una comunità in aumento

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Molte associazioni specializzate propongono itinerari su centinaia di piste ciclabili e la community è sempre più coinvolta nel fornire consigli e reportage di viaggio. In particolare, sul sito www.piste-ciclabili.com gli utenti sono molto attivi e ognuno può apportare il proprio contributo riguardo nuovi percorsi (divisi per regione italiane) e consigli.

Altri link utili:

http://www.bikeitalia.it/itinerari-cicloturismo-italia/

http://www.ideegreen.it/le-piste-ciclabili-piu-belle-ditalia-9710.html

http://www.bellitaliainbici.it/percorsi_ciclabili.htm

http://www.bicitalia.org/cms/it/

http://www.bikeitalia.it/2012/01/27/classifica-degli-stati-del-mondo-per-utilizzo-della-bicicletta/

http://www.compagniaeditoriale.it/

http://www.cicloturismo.com/

Esempi di itinerari per la bicicletta

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Tra i tragitti brevi più popolari spicca la ciclabile della Pusteria (http://www.suedtirol-it.com/valpusteria/ciclabile.html), da Rio Pusteria a San Candido (60 km) e poi a Lienz (40 km), in Austria (tempo di percorrenza 6-7 ore). È perfetta anche per bambini e principianti poiché il percorso si svolge per gran parte in lieve discesa. Per il rientro si consiglia di prendere il treno (circa 45 minuti di viaggio): un biglietto che comprende il trasporto della bici costa 13,60 euro (http://www.sancandido-lienz.com/orari-treni). Settembre è il mese perfetto per questa pedalata.

I viaggi a lunga percorrenza sono descritti su www.bicitalia.org, punto di riferimento della Federazione italiana amici della bicicletta (FIAB). La rete diventa europea (Eurovelo) oppure tematica, ci sono tutte le informazioni per pernottare lungo i ciclopercorsi, mappe e servizi. Un esempio la rotta sulla Via Romea Francigena (http://www.laviafrancigena.net/), da Londra a Roma (protagonista anche della bicistaffetta a settembre http://www.bicistaffetta.it/) e a Brindisi: 3.900 km. Sul sito www.eurovelo.com trovate le mappe interattive che segnalano anche i tratti meno agevoli.

Prepararsi al viaggio

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Chi parte ovviamente non deve dimenticare carta d’identità, tessera o assicurazione sanitaria, cellulare e caricabatterie, penna e taccuino, ma sono tante le domande su un viaggio in bicicletta: ecco un vademecum di base del cicloturista utile a compilare la vostra personale checklist (da aggiornare dopo ogni viaggio!).

1) La bicicletta

Verificate online qual è il mezzo più adatto per il giro che intendete affrontare (esiste anche la pedalata assistita… http://www.bicielettriche.bikeitalia.it/guida-acquisto/differenza-bici-elettriche-pedalata-assistita-ciclomotori-elettrici) e dove si trovano le aree di sosta attrezzate e i bicigrill. È fondamentale revisionare con attenzione la bicicletta prima di partire. Potete affidarvi a mani esperte o a una ciclofficina per i controlli più tecnici (regolazione del cambio, dei raggi e dei freni, sostituzione dei copertoni), mentre potete eseguire da soli la pulizia (uno sgrassatore spray va benissimo, ma smontate solo le parti che sapete rimettere a posto!) e la lubrificazione della catena.

2) I bagagli

Meglio distribuire il peso su più parti del corpo e quindi procurarsi, oltre allo zaino, una borsa anteriore o posteriore, per il manubrio e per il telaio.

3) Abbigliamento

Per evitare il disagio di repentini cambi climatici conviene acquistare abbigliamento professionale: guanti e casco da ciclista, giacca, pantaloni e scarpe impermeabili, short imbottiti e intimo tecnico, maglione in pile, calzini pesanti e leggeri, costume da bagno, asciugamano.

4) Soste

Se pensate di dormire all’aperto, dovrete portare con voi l’attrezzatura da campeggio, a partire da tenda e sacco a pelo, e procurarvi una guida ai campeggi. Portate qualche metro di spago per assicurare meglio i bagagli, ma anche per la tenda o il bucato. Vi serviranno catena e lucchetto ed eventualmente alcune fascette stringitubo per bloccare sella e ruote. Tra l’indispensabile: una torcia, un repellente per insetti, un paio di posate per il cibo da asporto, un coltellino svizzero.

Contrattempi

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Non bisogna dimenticare l’essenziale per le piccole riparazioni: un kit da usare in caso di foratura, pompa, camera d’aria di riserva, chiavi e cacciaviti, un levagomme e un adattatore per gonfiare le gomme con il compressore per auto. Se piove sono utili 3-4 sacchetti di plastica per coprire sella e manopole o per separare i vestiti bagnati da quelli asciutti. Per sicurezza, portate un fischietto e una lampada di segnalazione.

Salute

Portate un kit di primo soccorso con disinfettante, cerotti e garze, farmaci contro dissenteria e dolori, compresse per la disinfezione dell’acqua. Ricordate anche crema solare e occhiali scuri per proteggersi dal sole (e indossate un cappellino quando togliete il casco).

Orientamento

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Dopo aver deciso il percorso che intendete seguire, evidenziatelo sulla carta stradale che porterete con voi (al massimo 1:250.000 http://www.edt.it/aree/carte-stradali-marco-polo/) e, se fa parte del vostro equipaggiamento impostate il navigatore satellitare, con bussola, contagiri e orologio. Procuratevi i supporti per il navigatore e il telefonino, in modo da averli sempre sott’occhio.

Possono fare comodo gli orari di treno e autobus, visto che potreste voler portare la bici a bordo e raggiungere mete più distanti oppure evitare di ripercorrere il tragitto in senso opposto per tornare indietro. Per gli spostamenti notturni portate un paio di occhiali con lenti chiare.

 

E per finire il meteo! Pedalare sotto la pioggia può essere romantico, ma anche molto fastidioso: confidiamo in un mite clima di fine estate perché possiate sperimentare anche voi una nuova forma di turismo responsabile, divertente e salutare!

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Istria: un itinerario da nord a sud

Un tragitto di 170 km, ricco di deviazioni tra mare ed entroterra, per cogliere le opportunità offerte dall’Istria e dai suoi paesi di grande personalità: un viaggio in macchina da bere tutto d’un fiato o da sorseggiare in più giorni. Da Pirano, gioiello della costa slovena, a Kamenjak, la punta a sud di Pola, attraversiamo insieme la penisola istriana a bordo di quattro o, perché no, due ruote… e non dimenticate la nostra carta stradale e la guida Istria e Croazia Costiera.

Pirano e la Slovenia

Pirano @iStockPhoto

Solo 40 km della costa istriana appartengono alla Slovenia, ma vantano tesori architettonici come Pirano (Piran) con la modaiola località balneare di Portorose (Portorož) o gli affascinanti paesaggi naturali ricchi di storia delle saline di Sečovlje. Visitate questi gioielli, prima di imboccare la R 200 verso sud, in direzione di Buie (Buje).

In Croazia: sui colli tra Grožnjan e Motovun

Dopo un breve tratto sulle E 751 girate a destra imboccando la D 21: vi accompagnerà fino a Dignano (Vodnjan) regalandovi una vista meravigliosa su declivi e gole ora verdi, ora bruciate dal sole. Non abbiate fretta e preparatevi a sostare spesso nelle piazzole panoramiche per ammirare il paesaggio. Dedicate una deviazione a Grisignana (Grožnjan), minuscolo paesino di artisti ricco di gallerie d’arte, e a Montona (Motovun), sulla cima di un ripido colle tra i vigneti: qui i tartufi dominano la cucina locale, gli intenditori apprezzeranno.

La costa: Porec, il Limski Kanal e Rovinj

Parenzo © iStockPhoto

Continuando la vostra discesa verso Pola, all’altezza di Štuti deviate verso Parenzo (Poreč) per una visita alla Basilica Eufrasiana, dai mosaici bizantini del VI secolo, e naturalmente un tuffo nella Plava Laguna. Potete proseguire verso Orsera (Vrsar): una tappa a Fontane (Funtana) per visitare il parco di sculture di Dušan Džamonja e si rientra seguendo il profilo del Limski Kanal. È un vero e proprio fiordo dove vengono allevati molluschi e ostriche: fotografatelo dal punto panoramico vicino al cimitero di Sv. Mihovil e riallacciatevi alla D 21. Prima di deviare nuovamente verso il mare, non dimenticate Rovigno (Rovinj): con la sua penisola dominata dal maestoso campanile offrirà vicoli suggestivi e un lungomare prestigioso.

Il sud: Vodnjan e Fažana, le Isole Brijun e Pula

Kamenjak, a sud di Pola © iStockPhoto

Riallacciata l’ormai nota D 21 a Bale, Dignano (Vodnjan) sarà la vostra prossima tappa. I vicoli tra case in pietra chiara e palazzetti veneziani si aprono sulla piazza assolata, dove a fine agosto si svolge la Sagra dei Bumbari: ottima esperienza enogastronomica. Poco più a ovest si affaccia sul mare Fasana (Fažana), colorato paesino di pescatori da cui partono i traghetti per le Isole Brioni (Brijun): salpate verso il Parco Nazionale, luogo prediletto da Tito, e dopo una visita all’isola maggiore tornate in paese per una cena di pesce. Vi rimane solo Pola (Pula), capoluogo dell’Istria dalle antiche vestigia romane: l’Arena è una delle più grandi e sicuramente tra le meglio conservate che potrete visitare. Fate in modo di trovarvi qui in orario per il mare: affittare le biciclette per concludere gli ultimi 15 km verso la spiaggia di Kamenjak vi farà meritare la tintarella in un luogo così magico.

 

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