Dammi tre parole: Calabria

 

Il mare in Calabria, Capo Vaticano (VV)

Per i chilometri di costa (800 km!) può essere paragonata alla Sicilia o alla Sardegna, anche se un’isola non è: parliamo della Calabria. Una terra quanto vicina quanto poco conosciuta dagli Italiani, una regione che ospita le foreste e le montagne del Pollino e il mare caraibico di Tropea, che ha visto sulle sue spiagge Saraceni, Greci, Albanesi.

Una regione tanto varia quanto genuina, dove le usanze e le tradizioni secolari non sono state trasformate in folclore commerciale, dove il sole rende i frutti della terra di un sapore unico e soprattutto dove si posso trovare spiagge incontaminate e con un mare cristallino.

Oggi proviamo a raccontarvi in Tre Parole quelche aspetto particolare della Calabria, ma continueremo per tutta la settimana a svelarvi le perle di questa regione che sarà la prima regione ad essere Ospite d’Onore al Salone del Libro di Torino.

Avete fotografie? Suggerimenti’? Consigli di viaggio? Scriveteci a guidemarcopolo@edt.it, li pubblicheremo sulla nostra pagina facebook!

 

ARBËRESHË

Civita @ Fiore S. Barbato

Sulle insegne bilingui che annunciano l’arrivo a Civita, Acquaformosa e San Demetrio Corone compaiono anche le scritte Çifti, Firmoza e Shën Miter. Oltre 41.000 calabresi appartengono infatti alla minoranza arbëreshë, costituita dai discendenti degli Schipetari cristiani chenel XV secolo si trasferirono in Italia per fuggire dall’occupazione turca. L’area di insediamento degli italo-albanesi si concentra sul Pollino e sulla Sila Greca (www.arbitalia.net). Ancora oggi gli abitanti di queste zone parlano e scrivono non solo in italiano, ma anche nella loro lingua, che si discosta sensibilmente dall’albanese moderno. L’animale araldico che li identifica è l’aquila bizantina, e le chiese ricche di icone conservano ancora lo spirito della Chiesa d’Oriente, nonostante l’autorità del papa sia riconosciuta. Durante la Settimana Santa, nei borghi arbëreshë si tengono vivaci balli popolari (vallje), dove si possono spesso assaggiare le raffinate prelibatezze della tradizione gastronomica.

BERGAMOTTO

Bergamotto © Hik_kup

L’Acqua di Colonia è un’invenzione calabrese. L’essenza principale che la compone è l’olio ricavato dalla buccia acerba del bergamotto, che rappresenta l’ingrediente fondamentale di gran parte delle fragranze più raffinate, essendo in grado di far risaltare gli aromi delicati e di armonizzare quelli più intensi. Questo agrume raro e pregiato prospera soltanto su una ristretta fascia costiera in provincia di Reggio Calabria. Il raccolto viene utilizzato quasi interamente per ricavare la suddetta essenza, disponibile a prezzi contenuti in molti negozi della regione. Nel lontano XVIII secolo, Giovanni Paolo Feminis e il suo successore Giovanni Maria Farina la unirono al loro profumo personale, inventando in questo modo la celebre Acqua di Colonia.

MODA ANTIMAFIA

Collezione estiva 2013 Cangiari.it

Cangiari in dialetto calabrese significa “cambiare” e il nome in sé è tutto un programma. Dal 2009 questa etichetta locale che ha per tutor Santo Versace (fratello di Gianni, nato a Reggio Calabria nel 1946 e ucciso in Florida nel 1997) dimostra come la moda “Made in Italy” possa assumere anche risvolti etici. La griffe è nata dal Consorzio Sociale GOEL (www.goel.coop, www.cangiari.it), che tramite la creazione di posti di lavoro regolari si propone di offrire una forte alternativa all’emigrazione e alla ’ndrangheta, e di favorire le persone socialmente svantaggiate, sia che si tratti di gente locale o di cittadini immigrati. Il marchio confeziona le proprie collezioni presso cooperative calabresi e siciliane, utilizzando materiali ecologici di ottima qualità e impiegando solo metodi artigianali.

Pubblicato in Blog, Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Dammi tre parole: Provenza

C'est la Provence!

Un viaggio in Provenza è una gioia per i sensi. Abbandonatevi alle sfumature della natura e ai semplici gusti regionali: candide pareti rocciose su un mare azzurro, fenicotteri rosa e tori neri, pinete color smeraldo e il lilla della lavanda sono un vero piacere per gli occhi, mentre il sapore delle erbe aromatiche, la dolcezza della frutta e la genuinità della verdura, il pesce appena pescato e i frutti di mare, per non parlare dello straordinario vino locale, sono una delizia per il palato. Natura e cultura, mare e montagna, movimento in città e silenzio nell’entroterra, linee classiche nei reperti romani e avanguardia nell’architettura moderna e nei festival: la regione presenta aspetti contrastanti e un fascino tutto particolare, risultato dal mix degli stili che hanno caratterizzato le diverse epoche del passato.

Campi di lavanda a Valensole

LAVANDA

Un occhio inesperto può anche non notarlo, ma una differenza abissale separa la lavanda autentica (vraie o fine) – che fiorisce all’altezza di 600 m nel Luberon e sugli altopiani di Valensole – dalla lavandin, un’ibridazione sterile che cresce in fitti cespugli rotondi e della stessa grandezza. Per la medicina e l’industria del profumo contano solo le foglie con il marchio d’origine controllata AOC (Appellation d’Origine Contr.l.e). Invece, per gli ammorbidenti, i sacchettini da mettere negli armadi o i mazzi di fiori secchi, è sufficiente la lavandin che prospera in pianura o addirittura nei campi italiani, ma che dà un profumo quasi sei volte maggiore nel processo di distillazione, nonostante l’inferiore qualità.

Il cielo pulito delle Calanques

MAESTRALE

Si tratta del principale vento della Provenza, capace di abbassare sensibilmente le temperature estive in poche ore. Quando porta verso sud l’aria fredda del Massiccio Centrale o delle Alpi attraverso la Valle del Rodano, soffiando a una velocità che può superare i 100 km/h, l’acqua del Mediterraneo si raffredda di un paio di gradi e chi partecipa ai festival all’aperto nelle arene di Orange e di Arles o a quello dell’opera di Aix è costretto a indossare una maglia pesante. Il Maestrale, che può soffiare per più giorni consecutivi, porta via nuvole e smog, ma allo stesso tempo può trasformare piccoli fuochi in grandi incendi boschivi.

Tra le vie di Cassis

PÉTANQUE

Visto che gli acciacchi causati dal jeu provenzal gli impedivano di tenere i ritmi dei più giovani, Jules Le Noir inventò nel 1910, a La Ciotat, la variante del gioco delle bocce nota con il nome di pétanque. Invece di prendere la rincorsa per far rotolare la sfera metallica il più vicino possibile al “maialino” (cochonnet), vale a dire il pallino di legno, il giocatore sta con entrambi i piedi fissi al terreno (pieds tanqués, da cui il nome del gioco). Per il resto, le regole non cambiano: vince la squadra che avvicina maggiormente le bocce al cochonnet e chi raggiunge per primo i tredici punti. I tornei principali sono organizzati da quotidiani quali La Provence o La Marseillaise e si tengono a Marsiglia.

 

 

 

Pubblicato in Blog, Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , | Commenti disabilitati

Low cost: Sardegna

Se vi diciamo Vacanza in Sardegna, cosa rispondete?

a) Ho un amico che vive là e mi ospita, per fortuna riesco a cavarmela con poco!

b) Che meraviglia la Sardegna, ma non posso andare è troppo cara..

c) Leggo i consigli low cost delle guide Marco Polo, scopro nuovi volti dell’isola a costo zero e torno più ricco di quando sono partito!

Scegliete la c) e leggete i nostri consigli low budget. Eccoli qua:

L’importanza dell’artigianato locale

Se volete vedere i macchinari usati nel processo produttivo, ammirarei manufatti che testimoniano l’attività industriale e conoscere gli antichi metodi di lavorazione legati a un materiale tanto utile quanto versatile dovete andare al Museo Storico delle Macchine del Sughero di Tempio Pausania; l’ingresso è libero!

Una splendida penisola

Potete fare una gita di una giornata a Capo Testa, un promontorio situato a pochi chilometri da Santa Teresa di Gallura: lo spettacolo delle rocce granitiche erose dal vento è completamente gratuito. Non dimenticate un asciugamano da spiaggia per stendervi al sole!

La forza della natura

Un fiume sotterraneo nei pressi di Domusnovas ha scavato un grande tunnel in una montagna, la Grotta di San Giovanni. La strada è chiusa alle automobili, ma è possibile percorrere a piedi questo traforo monumentale.

 

Montagne e fiumi, lecci e querce, uccelli e mammiferi

Il paesaggio del Parco Sette Fratelli è davvero suggestivo. Potete procurarvi una mappa con i diversi tracciati alcentro informativo che si trova all’ingresso e visitare gratuitamente il Museo del Cervo Sardo.

Una galleria d’arte a cielo aperto

Il paese dei murales più famoso dell’isola è senzadubbio Orgosolo. Le scene rappresentate sulle pareti delle case sono belle come i dipinti di una collezione museale.

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , | Commenti disabilitati

Chi ci vive: Genova e la Liguria

© Luigi Rosa

Il primo sole di aprile ci invita a spalancare le finestre e a stare all’aria aperta. E chi non vorrebbe spalancare le finestre davanti al mare?

Chi non ha questa fortuna può però permettersela con poco. Basta raggiungere una delle regioni più belle della nostra Italia, la Liguria: qui potete immergervi nei vicoli di Genova, godervi il mare della Riviera, gustare un’ottima e sana cucina e, ve lo raccomandiamo, fatelo sempre con un calendario di sagre e feste paesane alla mano: ce ne sono per tutti i gusti, dove poter cogliere lo spirito del luogo, gustare i prodotti locali e divertirvi con la gente del posto. E a proposito di gente del posto, ci siamo fatti raccontare un po’ di Liguria da Chiara De Vito di www.turismoinliguria.it che la Liguria, un po’ perché ci è nata, un po’ perché è la sua materia di lavoro ogni giorno, la conosce a fondo e ama raccontarla agli altri.

 

Raccontaci in poche parole chi sei e perché ci parli di Genova

Sono una viaggiatrice curiosa ed affascinata da tutto ciò che è autentico, buono ed insolito. Sono alla costante ricerca di tutte quelle realtà da scoprire e riscoprire , amo condividerle, fissarle nell’anima per sempre. Nata in una domenica soleggiata d’estate a Genova, mi occupo di promozione e marketing territoriale, ovvero quanto di quanto più bello al mondo esista per me: promuovere la mia Liguria!

 

Il primo posto dove porti chi ti viene a trovare?

Campo Pisano, Genova © Foto Archivio Agenzia in Liguria

Genova è un città ricca di forti contrasti e sicuramente i Carruggi (i vicoli) del centro storico più grande d’Europa ne sono il cuore pulsante. Un antico labirinto di viuzze strette, dove “perdersi” tra negozietti di tutti i tipi, botteghe storiche e  Palazzi dei Rolli, edifici nobiliari riconosciuti anche come sito Unesco e Patrimonio dell’Umanità. Un’antica città di porto, un mix tra architetture medievali e una qasba a cielo aperto. E’ uno di quei posti che non ti aspetti, che si svela piano piano, ma altrettanto velocemente ti colpisce per la sua varietà multiculturale.

 

 

Il locale caratteristico dove mangiare tipico (e cosa si mangia!)?

La tradizione culinaria ligure è viva in tutta la città, un po’ dovunque si possono degustare i nostri piatti tipici. Nei vicoli si possono trovare numerose  trattorie, dove poter soddisfare il palato con le torte salate di verdurala farinata di ceci, oltre che naturalmente il principe della cucina ligure, il pesto!

Torta Pasqualina © Foto Archivio Agenzia in Liguria

Una storica “sciamadda”( “fiammata”, per via del forno a legna molto caldo) è sicuramente “Sa Pesta” in Via dei Giustiniani 16: è imperdibile per un viaggio nei sapori autentici.

Sa Pesta © Foto Archivio Agenzia in Liguria

 

L’attività preferita dagli abitanti del luogo?

Boccadasse © Foto Archivio Agenzia in Liguria

I genovesi sono amanti dell’aria aperta e del mare, del resto siamo un popolo di navigatori! Appena abbiamo cinque minuti liberi andiamo sugli scogli di Boccadasse a mangiare un gelato o un pezzo di focaccia, godendo del panorama unico che ci circonda. E sembra di essere subito in vacanza.

 

Il consiglio low budget?

Genova è una città in verticale, con saliscendi infiniti. Andando per una  tipica creuza (stradina) ci si puo’ imbattere in panorama mozzafiato che domina tutta la città. Se avete poco tempo o non volete scarpinare più di tanto, utilizzate i numerosi ascensori, funicolari e cremagliere, ad esempio l’ascensore di Castelletto, la funicolare Zecca Righi, l’ascensore di Montegalletto. Il biglietto è molto economico e così avrete un altro modo di visitare la “Superba”, come Genova era chiamata al tempo della Repubblica marinara, in un suggestivo percorso verticale.

Castelletto © Foto Archivio Agenzia in Liguria

 

Dove passare una serata alternativa?

Santa Margherita Ligure © Foto Archivio Agenzia in Liguria

Durante l’inverno noi  genovesi amiamo frequentare la movida del centro storico e dei suoi locali tipici. Soprattutto la zona di piazza delle Erbe, vico Vegetti e salita del Prione viene presa d’assalto dai giovani e da chi abbia voglia di bere un drink e ascoltare un po’ di buona musica. D’estate invece si preferisce spostarsi nelle località balneari delle vicine riviere. Quella di Ponente, con Varazze e Alassio o  quella di Levante, con Santa Margherita e Camogli , offrono tanti spunti e appuntamenti per una serata ideale per tutti i gusti, dal divertimento al romanticismo, preceduta magari da un aperitivo sulla spiaggia les pieds dans l’eau.

 

La “perla” poco nota della città o della regione?

 

 

Dolceacqua © Foto Archivio Agenzia in Liguria

L’entroterra della Liguria, racchiuso tra costa e montagne,  è affascinante e merita una visita. Le tradizioni, la cultura contadina e i sapori tipici si ritrovano intatti nel cuore dei borghi, sulle colline, tra i campi terrazzati e coltivati a vite e ulivi. Ad esempio, il paesino di Dolceacqua, nella Val Nervia, poco distante da Imperia, è un delizioso borgo medievale dove sembra che il tempo si sia fermato a mille anni fa. Se inoltre amate il vino, assaggiate il famoso “Rossese di Dolceacqua”. Non potrete più farne a meno, astemi inclusi :-)

 

Pubblicato in Blog | Contrassegnato , , , , , , , , | Commenti disabilitati

Dammi Tre Parole: Malta

Malta © ejegustafsson

Malta non è la classica isoletta dove il tempo sembra essersi fermato, ma una zona che ha saputo mantenere il suo fascino originale nonostante l’alta densità di frequentazione: i monumenti storici e gli edifici costruiti secondo lo stile tipico, disseminati un po’ovunque, ne sono un chiaro esempio. Se vi allontanate dalle città, inoltre, scoprirete una natura rigogliosa e un’atmosfera che invita a intraprendere piacevoli escursioni a piedi o in mountain bike.

Oggi proviamo a raccontarvi l’isola in 3 parole, quelle che secondo noi la caratterizzano di più.

CAMPANILI

Gli orologi delle torri campanarie maltesi non sono molto affidabili.  A volte sono solo dipinti, altre segnano l’ora sbagliata. Inoltre, quando ve ne sono due sulla facciata di un unico edificio, hanno spesso le lancette posizionate in modo diverso. Si tratta di un intelligente stratagemma ideato dagli abitanti per confondere nientemeno che il diavolo, che così non potrà mai essere puntuale alla messa.

Campanile, Malta © larrylurex

 

LUZZU E DGHAJSA

 

Luzzu © foxypar4

Le tipiche barche dei pescatori (luzzi) sono colorate di rosso, blu e giallo e sono usate soprattutto in estate. A prua, sulle fiancate, vi sono due occhi che secondo la mitologia egizia e fenicia dovrebbero tener lontane le forze negative, portare fortuna e segnalare la presenza dell’imbarcazione in mare. La dghajsa è più grande del luzzu ma molto simile come struttura. Entrambe hanno un albero e alcune vele, ma le più tradizionali procedono a remi, quelle moderne a motore.

 

Luzzi © foxypar4

MUSICA

Per la maggior parte dei maltesi, l’evento musicale dell’anno è l’Eurovision Song Contest. Già la preselezione dei partecipanti riscuote un grande successo e la semifinale e la finale sono addirittura trasmesse in televisione, richiamando l’attenzione di un folto pubblico che si raduna in piazze, discoteche e locali per seguire lo spettacolo. Il Malta Music Award è l’occasione ideale per conoscere i migliori gruppi di musica pop e rock. Si tiene ogni anno in inverno e prevede la distribuzione di 19 premi destinati alle diverse categorie, come adesempio l’hip hop e l’heavy metal (www.mmm.com.mt).

In estate, invece, potete ascoltare diverse band musicali nei club di St. Julian’se Paceville, oppure nella grande discoteca all’aperto di Rabat. L’evento estivo più interessante è il Malta Music Week di giugno, che termina nel concerto Isle of  MTV a Il Fosso Square di Floriana, trasmesso via internet sul canale web www.isleofmtv.com.

Isle of MTV ©www.mtv.it

 

Pubblicato in Blog | Contrassegnato , , , | Commenti disabilitati

Chi ci vive: Creta

Anna e Andrea sono una coppia di italiani che hanno scelto Xerocambos, nella parte orientale di Creta, come base per una nuova vita. Da lì gestiscono il portale xerocamboscreta.com, ricchissimo di informazioni utili per i turisti italiani che stiano programmando una tappa nella maggiore delle isole greche. Abbiamo chiesto loro alcuni consigli: eccoli!

Fenicotteri a Creta

Fenicotteri a Creta

Raccontateci in poche parole chi siete!
Una coppia italiana trasferitasi in Creta circa 12 anni fa per vivere con ritmi più tranquilli.

Il primo posto dove portate chi vi viene a trovare?
Intorno ad un tavolino, vicino al mare, sotto un bell’albero ombroso (si suppone che sia estate!) a gustare un buon mezè (antipastini di vario genere) accompagnati da piccole caraffe di rakì (grappa locale).

Il locale caratteristico dove mangiare tipico (e cosa si mangia)?
Nel borgo agricolo di Zakros il ristorantino Napoleon con cucina cretese tradizionale ricca di carne, formaggi e prodotti dell’agricoltura e della pastorizia locale (non i soliti mussakà o pastitsio od insalata greca che si trovano ovunque e che sono piatti turistici fin troppo scontati) oppure nel borgo popolare di Nea Alikarnassò intorno alla chiesa centrale nei rakadici (ristorantini specializzati nei mezè) che offrono specialità di mare.

Una rara immagine di Xerocambos sotto la neve (4 febbraio 2004)

Una rara immagine di Xerocambos sotto la neve (4 febbraio 2004)

L’attività preferita dagli abitanti di Creta?
Molto amata la caccia ma sono anche molto legati alla campagna con orti, olivi e vigna. Sono amanti anche della compagnia a tavola, della musica tradizionale (Rebetiko soprattutto) e del ballo collettivo ad essa collegato.

Il consiglio low budget?
Evitare i pacchetti all-inclusive ed i grandi nomi turistici, qui si viaggia e si vive una buona vacanza anche senza molte infrastrutture intorno.

Dove passare una serata alternativa?
Dove senti che c’è festa, entra! L’ospitalità in Creta è praticamente un obbligo.

La “perla” poco nota dell’isola?
Sono diverse le perle, una molto valida potrebbe essere l’isola di Koufunissi all’estremo Sud-Est dell’isola oppure la zona delle dune di Triopetra nel Sud-Ovest.

Yassou se olous (Ciao a tutti)!

Pubblicato in Senza categoria | Commenti disabilitati

Dammi tre parole: Berlino

Ci sono tanti motivi che possono portare a Berlino: la storia che si incontra a ogni angolo, la ricca vita notturna e il vivace panorama artistico e musicale, le opportunità di studio e di lavoro. Ma forse non tutti sanno che Berlino è caratterizzata anche da altri curiosi aspetti: noi ne abbiamo scelti tre per raccontarvi la città dal nostro punto di vista.

ACQUA

Sulle rive della Sprea © magik.com

Sono poche le città europee che dispongono di così tanti laghi, fiumi e canali. In totale ci sono circa 500 km di sponde dove passeggiare, abitare, prendere il sole o rilassarsi in uno dei ristoranti e club, soprattutto sull’Oberbaumbrück e a Friedrichshain. I bar con sedie a sdraio sulla riva della Sprea e le piscine all’aperto, in genere molto pulite, invitano a concedersi un po’ di relax. Uno dei fiori all’occhiello è il lido sul Wannsee, il più grande stabilimento balneare su acque chiuse d’Europa, aperto da più di un secolo. Sembra di essere sul Mare del Nord con la sabbia fine e gli Strandkörbe, le poltrone con paravento in vimini (apr-giu lun-ven 10-19, sab-dom8-20, lug-ago lun-ven 9-20, sab-dom 8-21, set ogni giorno 10-19 | ingresso€ 4 | www.strandbadwannsee.de | S1,7 | Nikolassee).

DIALETTO

"La polpetta in brodo" ©herbymysecondtrial.blogspot.com

“Ognuno parla con il becco con cui è cresciuto”: così potrebbe essere tradotta l’espressione tipica con cui è descritto il modo di parlare dei berlinesi, a tratti un po’ brusco. Nonostante il puro dialetto sia poco praticato, i termini gergali abbondano nei più svariati contesti. Lo si nota ad esempio nella tendenza a dare un soprannome agli edifici pubblici cittadini: la Haus der Kulturen der Welt è meglio conosciuta come“l’ostrica incinta”, mentre la fontana su Breitscheidplatz come “polpetta in brodo”. Bisogna inoltre ricordare che a Berlino il termine Brötchen (panino) è usato solo da chi viene da fuori: sulla Sprea si mangiano gli Schrippen. E i Berliner (bomboloni) sono comunemente conosciuti come Pfannkuchen.

SCIENZA

Lunga Notte delle Scienze ©langenachtderwissenschaften.com

Berlino è una delle città più avanzate sotto il profilo scientifico. Dispone infatti di quattro università, oltre alla Charité-Universitätsmedizin, nonché di otto scuole universitarie professionali, tre accademie di belle arti, 18 istituti superiori privati e più di 60 strutture di ricerca. Qui insegnano e studiano circa 200.000 tra scienziati, dipendenti e studenti da tutto il mondo. Un’interessante visione d’insieme del lavoro degli istituti e delle strutture di ricerca è presentata ogni anno a giugno, in occasione della Lange Nacht der Wissenschaften (Lunga Notte delle Scienze). www.langenachtderwissenschaften.de

 

Pubblicato in Senza categoria | Commenti disabilitati

Dammi tre parole: Istanbul

 

Welcome to Istanbul © roger4336, Flickr

Palazzi secolari si specchiano in grattacieli di vetro: questo è il nuovo skyline di Istanbul. Sulle rive del Bosforo ogni giorno accade qualcosa di nuovo, ma la tradizione e la storia sono lì a ricordarci che la moderna Costantinopoli è la più occidentale capitale d’Oriente, ma anche il più orientale avamposto d’Europa. Come districarsi in questo groviglio di contemporaneo ed antico? Noi abbiamo tre parole da suggerirvi, come filo conduttore tra i vicoli di Istanbul.

ESPERIMENTI

Istanbul presenta una scena musicale underground particolarmente vivace, come testimonia il docufilm Crossing the bridge di Fatih Akin. Per farsi un’idea delle ultime tendenze non bisogna lasciarsi sfuggire il Pozitif Festival (www.pozitif-ist.com) e, tra le band di musica elettronica più entusiasmanti, i Postband. Grazie alle loro performance artistiche, simili a veri e propri spettacoli, sono famosi anche oltre i confini nazionali. Altra band che mescola tradizione e modernità, con un forte impatto scenico, sono i Baba Zula: a strumenti come il saz e i tamburi a cornice accostano ritmi techno ed elaborazioni grafiche dal vivo. Assolutamente da non perdere è il Peyote Club, che conferma da anni la fama di locale adatto alle sperimentazioni musicali, dove nascono nuove band (Kalyoncu Kulluk Cad. 42, www.peyote.com.tr).

Pozitif Festival 2012

BAKLAVA (e non solo)

I dessert turchi imbevuti di sciroppo sono famosi ovunque. Di recente però cioccolatai e pasticceri hanno iniziato a cimentarsi in dolci provenienti da tutto il mondo. Da Funfondü by Bujene si trovano cookies gigante e cioccolato belga, fondute chiare e scure, alla frutta o con biscotti sbriciolati, semplici o guarnite con nocciole: prelibatezze da leccarsi i baffi (nel centro commerciale Canyon, Büyükdere Cad. 184, http://bujene.com). Tra tante leccornie, un dessert leggero come lo yogurt gelato è il modo migliore per sentirsi a posto con la coscienza. Da Yoort lo si gusta in tutte le varianti, dalla frutta al caramello a molto altro (Istinye Park, Poligon Mah., www.yoort.com.tr).

Baklava mon amour

VERDE

Dalla prima colazione ai cosmetici per bagno, fino alla vernice delle pareti: quasi tutti i prodotti usati nel Five Boutique Hotel sono ecologici, i materiali sono riciclati e le risorse risparmiate (Cumhuriyet Cad., Prof. Celal Oker Sok. 5, www.fiveboutiquehotel.com). Anche da Abdulla si trovano asciugamani, tende e biancheria per il letto con certificato ecologico. Nel negozio sono in vendita anche saponi all’olio di oliva biologico (Ali Baba Türbe Sok. 25-27). Oltre a quelli bio, Loving Hut offre prodotti vegani. La catena di ristoranti di Gizem Schwabe ha già aperto filiali in tutto il mondo e sta conquistando anche Istanbul con piatti “per gourmet coscienziosi” (Ihlamurdere Cad., Sair Veysi Sok. 4b). Non per nulla, dal 18 al 19 febbraio, si terrà la seconda edizione dell’International Green Building Summit, dedicato all’edilizia ecologica e al risparmio energetico in architettura.

Da Loving Hut © Peanut99, Flickr

 

Pubblicato in Senza categoria | Commenti disabilitati

Dal verde chiaro al verde scuro: l’Irlanda di Francesco

C’è chi viaggia, si inebria delle sensazioni e al ritorno già le incanala verso un’altra meta, c’è chi le lascia scorrere attraverso i pixel delle fotografie digitali e c’è chi riesce a racchiuderle nelle parole, farle diventare un libro e riuscire così a condividerle con un pubblico molto più vasto della cerchia dei propri amici.

Ci è riuscito Francesco Memoli a raccontare la sua Irlanda in un libro, e lo ha fatto così bene che “Dal verde chiaro al verde scuro – Le conseguenze dell’Irlanda” ha vinto la quarta edizione del Premio “Narra il saggio” delle Edizioni Miele.

Francesco vive a Cava de’ Tirreni dove, oltre a coltivare la sua passione per la scrittura, suona e canta in un gruppo di musica folk irlandese, i Deep Green Light e oggi ha raccontato anche a noi di guide Marco Polo qualcosa della sua esperienza.

 

Raccontaci in poche parole chi sei

Francesco Memoli

Semplice: sono uno a cui piace immensamente viaggiare e scrivere. Appena posso parto. In aereo, in auto, in treno, non ha importanza. E con me c’è sempre un taccuino.

 

 

Scegli tre aggettivi per descrivere il tuo libro e raccontaci come è nata l’idea, come è stata la stesura, come hai trovato il tuo editore.

Il primo aggettivo che mi viene in mente è genuino. Sono ormai anni che mi dedico alla scrittura, con racconti e romanzi brevi, e quando scrivo c’è sempre una certa ricerca stilistica, una voglia di stupire. Con questo libro non è stato così. E’ scritto quasi di getto, senza la volontà di scrivere, ma di raccontare. E’ scritto quasi più per me che per gli altri, oserei dire. E poi è genuino anche tutto quello che c’è dentro, dai personaggi alle emozioni narrate.

Il secondo aggettivo è  verde. Perché il verde, con tutte le sfumature cui il titolo del libro fa riferimento, è quello che inonda chi si trova a viaggiare in Irlanda, e quindi è quello che ho cercato di far passare con il mio libro. Ovviamente si tratta anche di sfumature metaforiche, non solo cromatiche, ma umorali, emotive, caratteriali. Una gamma di sensazioni talmente vasta che limitarsi a esemplificarla con un colore non è neanche più riduttivo, è soltanto l’unica soluzione possibile.

E il terzo aggettivo è musicale. Perché la musica pervade tutto il libro: i protagonisti sono musicisti in viaggio, vengono citate le canzoni della loro colonna sonora, quelle che ascoltano in auto. Perché l’Irlanda e la musica sono indissolubilmente legati, perché in Irlanda c’è musica ovunque, nei pub e nel vento, per le strade e nelle onde del mare.

E in fondo tutto ciò è il motivo che mi ha spinto a scrivere. In una prima fase ero semplicemente terrorizzato dall’idea che determinate sensazioni provate potessero andare perdute. Man mano che scrivevo, poi, cresceva la voglia di trasmettere agli altri almeno una parte di quelle sensazioni. Narrare un viaggio è una scelta “estrema”, c’è il rischio di incorrere nella cronaca delle tappe e nella descrizione di monumenti e paesaggi. Quello che io volevo, invece, era trasmettere emozioni.

Anche per questo trovare un editore non è stato facile. La narrativa di viaggio è ancora abbastanza “ghettizzata” in Italia e gli editori non la affrontano volentieri. Per non parlare dei piccoli editori, poi, che cercano di “andare sul sicuro”, quando scelgono chi pubblicare.

In ogni caso, dopo aver evitato numerose proposte che definire  truffaldine è un eufemismo da parte di un certo tipo di “editori”, il libro ha vinto un concorso indetto dalla casa editrice Miele, ed è stato quindi pubblicato.

Un gioco: chi dovrebbe leggere il tuo libro? Chi non dovrebbe leggerlo?

Destinare il mio libro solo a chi ama l’Irlanda sarebbe riduttivo. Ovviamente chi è appassionato di viaggio potrebbe preferirlo, ma in fondo il libro parla di quattro ragazzi che non ce la fanno più della loro vita e decidono di partire. Parla del loro rapporto di amicizia che si approfondisce e diventa più complesso e allo stesso tempo più immediato. Parla di un amore che nasce durante il viaggio e della voglia di lanciarsi a capofitto nell’avventura. E parla di musica. Per tutti questi motivi, credo possa trovare consensi in un pubblico abbastanza vasto.

E’ molto più facile pensare a chi non dovrebbe leggerlo. Chi cerca intellettualismo a tutti i costi, chi fa dietrologia su ogni parola, è pregato di non acquistarlo. E’ un racconto, semplice, immediato, che vuole trasmettere emozioni e non verità assolute o concetti filosofici.

Qualche  informazione di viaggio: destinazione Irlanda. Cosa ti ha colpito di più, per cosa la ricorderai? Così, di getto e senza pensarci troppo

La ricorderò per la gente, sicuramente. Quella gente fantastica che si ferma a parlare appena sei entrato in pub, e che se ti vede guardarti intorno smarrito per la strada ti chiede se hai bisogno di aiuto. E per gli squarci del cielo, che da grigio che è all’improvviso si illumina e ti illumina.

Il locale caratteristico dove mangiare tipico (e cosa si mangia!)

Nota dolente, per quanto mi riguarda. In Irlanda si mangia molto bene, se si hanno soldi da spendere. La buona ristorazione è davvero cara, soprattutto nelle città principali (Dublino è gastronomicamente inavvicinabile per chi viaggia low cost.). Per cui meglio andare fuori, fermarsi nei paesini, e se proprio non si ci può permettere di provare tutto, consiglio di provare almeno due must: la traditional irish breakfast, con la quale si va avanti praticamente per tutta la giornata senza bisogno di ulteriori pasti, e il classico irish stew.

Un posto particolare dove dormire (e magari economico)?

Tolti i campeggi, i posti più economici in Irlanda sono gli ostelli, che però purtroppo non sono il massimo né dal punto di vista del comfort né, ahimé, da quello igienico. Se si ha qualche soldo in più da spendere, meglio i bed&breakfast, la maggior parte deliziosi e confortevoli, spesso gestiti da donnine gentili che a colazione ti rimpinzano di tutto quello che hanno sotto mano.

Il consiglio low budget (meglio se gratis)?

Evitare i tour organizzati. Se si ha possibilità di muoversi (in auto o in bici) l’Irlanda offre posti stupendi anche lungo qualsiasi strada. Basta accostare presso un’insenatura della costa, togliere le scarpe e farsi accarezzare dal vento. E’ gratis!

Dove si può passare una serata alternativa?

Diciamola tutta, Dublino non è l’Irlanda. A Dublino si trova il craic (ovvero il divertimento) e si tira tardi la notte, si beve e ci si diverte, però non si respira il vero spirito dell’Irlanda. In quei due o tre giorni che sono sufficienti per “saziarsi” di Dublino, oltre al divertente ma inflazionato quartiere di Temple Bar si può uscire un po’ dagli schemi e andare a sentire musica tradizionale al Cobbleston. Però quello che consiglio è di uscire da Dublino entrare in un qualsiasi pub di un paese che non abbia più di cinquecento abitanti, andare al banco, ordinare una pinta e aspettare qualche minuto. La serata verrà da sé.

Il souvenir imperdibile da portare con sé a casa?

Io sono di parte, i miei souvenir li ho portati dentro di me, e poi li ho buttati fuori e ora me li ritrovo stampati sugli scaffali delle librerie, ma se si vuole qualcosa di più concreto, i gadget soliti si trovano ormai anche su Internet. Convincete un barista a regalarvi la pinta con cui avete fatto un brindisi con i vostri amici o con la persona che amate, e ogni volta che la guarderete quando siete a casa vi ricorderà di quella sera, di quel momento.

www.dalverdechiaroalverdescuro.it

facebook.com/Dalverdechiaroalverdescuro

 

Pubblicato in Blog | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati

Chi ci vive: Dublino

Questa settimana Marco Polo vi porta a Dublino. La capitale Irlandese offre numerose attrazioni turistiche, negozi, musica, ma soprattutto pub. Una città giovane, tutta da scoprire. Ce la racconta Daniela Mondino.

Raccontaci in poche parole chi sei e che rapporto hai con Dublino

Daniela MondinoMi chiamo Daniela e sono di Torino, ma ho vissuto a Dublino per circa 7 anni. Questi sono i miei consigli su questa splendida capitale, vista con gli occhi di una italiana che ama questa città e che ha avuto la fortuna di avere una guida autoctona a disposizione per un periodo così lungo.

Il primo posto dove porti chi ti viene a trovare

La statua di Molly Malone che ritrae una giovane venditrice di pesce, ormai simbolo di Dublino, a cui è dedicata l’inno ufficioso della città, che affianca l’inno nazionale Ireland’s Call durante le gare della squadra di rugby della Repubblica d’Irlanda.

Punto di incontro per chiunque voglia trovarsi in centro città, è anche il perfetto punto di partenza per visitare questa capitale. Se state guardando la statua e le state regalando un sorriso, potete decidere di andare a destra per fare due passi in Grafton street, la strada principale, tutta pedonale e ricca di negozi eleganti. A sinistra andrete verso il quartiere di Temple Bar, coi sui pub, ristoranti e negozietti alternativi. Un solo passo avanti permette di visitare il Trinity College. Un passo indietro e siete su Dame street che vi porta alla Christ Church Cathedral, il museo Dublinia e più avanti alla Guiness Factory. Questa statua è dunque il centro nevralgico da cui tutto può partire.

Molly Malone - Dublino. Fotografia: © ♣ ℓ u m i è r e ♣ | Flickr

Il locale caratteristico dove mangiare tipico

Gallagher’s Boxty House, 20-21 Temple Bar (D2): potrete assaggiare i Boxty, crespelle alle patate con ripieni a scelta, ma anche i tipici Irish stews, spezzatini e stufati tradizionali. Non mancano le carni alla griglia e il pesce. Spesa media: € 25/30. E ancora: Bewley’s Café, Grafton Street. E’ una caffetteria storica, un posto alla mano dove poter gustare un “must”della visita a Dublino, the Irish Breakfast. Spesa media: €10, ma più che di colazione, si tratta di un pranzo completo!

Irish breakfast - Fotografia: © joelogon |Flickr

Attività preferita dagli autoctoni

The Brazen Head - Dublino

Va da sé, che l’attività preferita dei dublinesi sia andare al pub. La buona birra locale va a braccetto con la musica tradizionale, che non manca mai ed è apprezzata da un pubblico di tutte le età. The Brazen Head , 20 Bridge St, è il pub più antico della città, ma ve ne sono molti altri in centro e sono tutti affascinanti. Basta cerare l’insegna: live gig tonight. Se avete a disposizione una macchina, provate Johnnie Fox’s Pub, Glencullen,Co. Dublin; dista circa mezzora dalla città, ma i piatti che servono, la birra, la musica e le danze tradizionali dal vivo meritano una visita.

Se siete degli sportivi, non mancate di assistere ad un incontro di hurling, una specie di football gaelico, meno noto del rugby ma molto amato dagli irlandesi.

Il consiglio low budget

Dart - Dublino. Fotografia: © infomatique | Flickr

Prendete la Dart, la metropolitana leggera che corre in superficie lungo tutta la baia di Dublino. Vedrete come la capitale si distenda placida su un golfo molto bello. Questa “ride” vi permetterà di dare uno sguardo ai sobborghi anche se non avete la macchina e, se volete, di gustare nei porticcioli (Howth e Bray, le due estremità della linea, sono entrambi molto caratteristici ) un menù di pesce. Il tutto al solo costo di biglietto. La corsa è di circa € 2.50.

Dove passare una serata alternativa

Gli Hidden Dublin Walks offrono una serata alternativa al pub. Le escursioni sono di circa un paio d’ore e ve ne sono di diversi tipi; tutte permettono di sapere qualche storia di più sulla città che state visitando. Se siete giovani o pieni di spirito giovanile, consiglio anche il Whelan’s, 25 Wexford Street, all’apparenza sembra un pub normalissimo,ma è uno dei locali più dinamici della città. Ogni sera un concerto dal vivo diverso e poi tanta bella musica da ballare.

Whelan's -Dublino

La “perla” poco nota di Dublino:

The Grand Social-Lower Liffey Street: ogni sabato, dalle 12 alle 17, un interessante mercatino delle pulci al chiuso. E ancora: Glendalough. Il tempo è sempre poco, ma se amate la natura, valutate l’idea di visitare il monastero ed il villaggio di Glendalough, situato a circa a 50 km a sud di Dublino, uno dei luoghi storici più belli d’Irlanda. Il nome della località deriva dal gaelico Gleann Dá Locha, ovvero la valle dei due laghi. Portatevi scarpe da trekking: dal Visitor Center, 9 walking trails vi porteranno a gonzo per questa valle racchiusa tra due laghi che vi regalerà quei suggestivi panorami tipici della verde Irlanda.

 

Glendalough. Fotografia: © Anosmia| Flickr

Pubblicato in Senza categoria | Commenti disabilitati